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Mele cotogne sulla Marmolada

Da Codognè a Punta Penia a 3343 mt., il rifugio più alto delle Dolomiti. Per Lorenzo Danelutti si tratta della quinta ascesa. Questa però è particolare perchè ha con sé un pensiero speciale “made in Codognè” per Carlo Budel, gestore del rifugio noto sui social per i filmati ed i dolci sfornati in quota. “Ho iniziato ad interessarmi alla Regina e alla sua vetta Punta Penia nel 2015” afferma Lorenzo “dopo aver visto un documentario realizzato da due ragazzi trevigiani che alcuni anni fa avevano gestito il rifugio.” Punta Penia si può raggiungere percorrendo due vie: la normale, attraverso il ghiacciaio (2 ore), o la ferrata (4 ore), lungo la cresta ovest. Entrambe iniziano presso il Rifugio Pian dei Fiacconi, a 2626 mt. La “cestovia” da quest'anno non è più in funzione per motivi di anzianità, pertanto qui si può arrivare solo a piedi dopo un'ora e mezza di salita impegnativa, partendo dal lago Fedaia. Siamo all'inizio della stagione estiva e la Marmolada ha iniziato da qualche settimana il disgelo, dando la possibilità agli appassionanti di raggiungere la sua vetta e scendere in sicurezza. Anche le valanghe si sono arrestate. Sono le 6.30 di sabato 27 giugno e per Lorenzo, dopo aver pernottato presso Pian dei Fiacconi, è ora di partire. Destinazione Capanna Punta Penia. La ferrata non è ancora libera dalla neve, quindi è costretto a salire per il ghiacciaio. Indossa già i ramponi perché la neve e la salita iniziano dal rifugio. Dopo due ore, tra ghiacciaio e una breve ferrata, raggiunge Carlo. Il rifugio è accogliente e spazioso e può ospitare diverse persone, anche per dormire. C'è neve dappertutto. La stufa a legna è sempre accesa anche di giorno. “A chi fa strudel e crostate non puoi che regalare della marmellata” racconta Lorenzo. “Apro lo zaino e consegno a Carlo la marmellata di mele cotogne fatta a Codognè. Lui sorride e mi ringrazia.” Come di consueto ordina una gulaschsuppe con pane di segala. Per finire un caffè. Dopo aver riposato e chiacchierato, riparte per la discesa. Raggiunge direttamente il lago Fedaia, da dove era partito venerdì pomeriggio. Sono le 12, il tempo di cambiarsi e partire per il rientro a Codognè. “A fine luglio tornerò da Carlo” conclude Lorenzo.

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