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E' stata davvero l'estate più "rumorosa" degli ultimi anni?

Via Roma 1 · Centro

Dopo aver tappezzato la provincia di manifesti e aver raccontato dall’interno la quarantena di tutti ecco l’ultima iniziativa di "Frammenti"! L’estate trascorsa è stata particolare, con molte restrizioni tutti cercavamo costantemente di capire cosa potessimo o non potessimo fare. Forse per questo non ha potuto essere la solita valvola di sfogo, impetuosa che scioglie al sole ogni stress, forse per questo ci è rimasta l’acquolina in bocca, forse per questo la campagna lanciata da "Frammenti" a riscosso così tanto successo, in provincia di Treviso, ma non solo.

Da qualche giorno impazzano su Instagram le storie dedicate all’estate. Centinaia di giovani hanno pubblicato il loro ricordo più bello dall’estate appena trascorsa. Che fosse un tramonto al mare, un’alba in montagna, un ballo con la propria amata o una birra con un amico tutti questi stralci della bella stagione avevano una constante in comune: la colonna sonora. In sottofondo infatti sempre la stessa canzone: "Rumore", ultimo singolo di "Frammenti", progetto musicale trevigiano che ormai ci sta abituando a questo coinvolgimento. “La nostra musica - dicono - non solo vuole essere per tutti, ma di tutti, opere a cui tutti possano partecipare attribuendogli significato con la propria vita”. Tutte le storie pubblicate sono raccolte in evidenza nel loro profilo, ormai ricco del contributo di tutti i loro fans ma che non prevede di fermarsi. Partecipare è facile: pesca il tuo ricordo più bello, pubblicalo in una storia e tagga frammenti_official, per la colonna sonora cerca Rumore ed entrerai a far parte del progetto! Mossi da quest’iniziativa hanno a loro volta deciso di smascherarsi e mostrare la loro estate, che comprende anche i retroscena da cui è nata la canzone.

Questi momenti compariranno a breve sul loro profilo editi in una clip unica dall’instancabile quinto frammento: Mattia Cenedese. "Rumore" parla appunto di un desiderio atavico dell’uomo: fermare il tempo, immortalare come una foto il meglio oppure evocare uno dei sentimenti più belli del presente: la nostalgia. La canzone nasce da un’emozione provata sulla spiaggia guardando le onde nella loro costante ciclicità, così diversa dalla linea retta che a settembre ci riporta ai rumori del vivere quotidiano. Il sogno di poter dare una risposta a tutto il caos che ci circonda, solamente mettendo la testa sotto la sabbia, è destinato ad interrompersi lasciando nella mente solo immagini distorte dalla memoria, come nella copertina dal sapore surrealista. Il nostalgico racconto di un’estate si posa lieve sopra sonorità vibranti, ma viaggia ad un ritmo concitato, inesorabile, come un giorno di festa. Speriamo questi ragazzi ci riserbino qualche altra sorpresa!

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