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Degrado urbano

Treviso Ostiglia:"Ecco l'ultima squallida impresa degli ecovandali"

Via dei Brilli · Quinto di Treviso

Quinto di Treviso, tratto dell'Ostiglia che da via dei Brilli arriva a via Boiago. Ecco il vergognoso spettacolo che da giorni "ammirano" i sempre numerosissimi frequentatori della "Strada del Respiro", scrigno prezioso d'aria pura e di bellezze naturali , vilipeso dagli EVI, il gruppuscolo di Eco Vandali Insulsi che imperversa in zona. Gli stessi , artefici tempo addietro dell'incendio appiccato agli sterpi ed ai bancali secchi della vicina zona artigianale attigua alla ciclopedonale, domato per puro caso dall'intervento di un passante prima che le conseguenze fossero serie, che hanno divelto e semidistrutto le palizzate lignee messe a protezione delle intersezioni viarie e, duole dirlo, mai ripristinate dall'Ente Parco Sile che qui avrebbe giurisdizione, a quanto è dato sapere.

Dall'apertura, 6 anni fa, dei tratti di Ostiglia che dalla vecchia stazione arrivano ai confini col comune di Treviso un generoso e benemerito cittadino, recuperati due possenti travi dai lavori di ristrutturazione della propria abitazione, ha realizzato due solide panche mettendole a disposizione di tutti i viandanti per un momento di relax immersi nel verde di questo angolo di paradiso che tiene curato con passione. Ed ecco il ringraziamento che riceve! Resti di gozzoviglie e spinelli, una bicicletta senz'altro rubata, sedie a sdraio per qualche licenziosa "camporella" notturna e, a suggello di questa vergognosa e squallida impresa, la firma, nel linguaggio tipico degli imbrattatori di quart'ordine che s'atteggiano a writers alla Banksy, vergata con vernice indelebile, su una delle panche, deturpandola gravemente.

L'Ostiglia, si è detto di recente, dovrebbe divenire un "Cammino della Vita" alla stregua dello spagnolo "Camino de Santiago" ma, al momento è, purtroppo, un "Cammino dello Squallore". La strada da percorrere pare ancora assai lunga ed impervia perché presuppone un radicale cambiamento del nostro modo di pensare al bene comune e, di conseguenza, dei nostri quotidiani comportamenti. Chiosa finale: quanto tempo dovrà passare per una ripulita generale da parte di chi ne ha l'obbligo contrattuale? Ho già la risposta: come accade in alcuni altri tratti del percorso sarà qualche volontario a sobbarcarsi l'onere, per puro senso civico. E senza un grazie!

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