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Treviso-Ostiglia, agguati mortali nella notte

Viale della Serenissima · San Giuseppe

I campi, quelli lasciati a riposo per la normale rotazione delle colture, verdeggiano d'erba che, nonostante il periodo siccitoso, è cresciuta rigogliosa, punteggiata dalle fioriture di tutta la flora di stagione che attira gli sciami d'api, ancora presenti per fortuna soprattutto qui in Ostiglia, lungo l'Ultimo Miglio, grazie ad un vecchio apicoltore, fondatore a suo tempo del GAT, Gruppo Apicoltori Trevigiani, che le cura con passione ripagato da un miele delizioso e balsamico. Questo quadro idilliaco si scontra spesso con quello cruento dei predatori, mustelidi e volpi che popolano in pianta stabile i territori limitrofi ai quartieri cittadini con razzie che lasciano indiscutibili tracce sia nei piccoli allevamenti domestici sia in campo aperto dove, in stagione, vengono liberati anche giovani fagiani e coturnici appena svezzate per il diletto di qualche gruppo di cacciatori che li impallinano per un diletto di ardua comprensione sparando nei pressi delle abitazioni e lungo la stessa Ostiglia incuranti di chi vi sta transitando .E' il caso del maturo leporide lasciato esanime nel grande fosso scavalcato dalle due rampe che portano all'ecocentro e all'area-sosta a ridosso del sottopasso Serenissima lungo l'Ultimo Miglio . La testa mozzata, le viscere sparse nel raggio di qualche metro assieme a ciuffi di pelo, ecco il segno della strenua lotta della povera bestia per sfuggire al suo destino segnato che si vede dalla palizzata in corten che protegge lo sterrato. Solo la settimana scorsa a far le spese di queste scorribande notturne delle volpi, avvistate a più riprese, a volte con prole al seguito perchè apprenda i primi rudimenti del cacciare, era stata una pecora di razza bergamasca col suo agnellino appena partorito.

Vittore Trabucco

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