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Degrado urbano

Treviso-Ostiglia, Ultimo Miglio: zona rossa in anticipo grazie agli ecovandali

Viale della Serenissima · San Giuseppe

L'ultimo Miglio dell'Ostiglia anticipa il decreto che porterà, lunedì, il Veneto ed oltre mezza Italia, in zona rossa grazie all'ultima prodezza degli EVI, gli Eco Vandali Insulsi che imperversano, impuniti ed arroganti, lungo questo paradiso di salute che andrebbe invece curato e salvaguardato. Ad occhieggiare tra i ciuffi di viole, ranuncoli e giacinti selvatici, colorato anticipo dell'imminente primavera, specchiandosi tra le copiose fioriture degli alberi da frutto e degli arbusti che sfilano lungo il bosco lineare della ex ferrovia Treviso/Ostiglia, è comparsa una minimoto rossa fiammante, abbandonata a pochi metri dall'eco-centro di Contarina ed a ridosso del tunnel Po.

Forse venuta a noia all'imberbe giovincello a cui fu regalata, la due ruote è in compagnia di un'altrettanto fiammante trolley pieno di motori elettrici (furto o pulizia scantinato?) e, poco distante, su ambo le rive,degli ormai consueti, purtroppo, grumi di vestiario e calzature che la banda di individui in perenne e quotidiana posta alle auto che accedono da viale della Serenissima all'ecocentro, arraffano per poi, dopo una velocissima cernita alla ricerca di ciò che più aggradi loro, gettano con arrogante nonchalance, insozzando vigliaccamente questa gemma del nostro territorio percorsa da migliaia di persone, a piedi o in bicicletta, vuoi per riossigenare mente e corpo, vuoi per recarsi al lavoro in centro, vuoi per andare nei negozi del quartiere.

Ci si chiede come porre un freno a questi squallidi comportamenti che gravano, per gli ovvi costi di recupero e smaltimento, su tutti noi. Per non dire del grave danno d'immagine di un sito turistico che con fatica si sta promuovendo - vedi l'iniziativa delle formelle della Via Crucis dell'imprenditore Zanardo o il recupero dei vecchi caselli - come una sorta di Cammino di Santiago in salsa veneta. Certo le segnalazioni, continue e sempre documentate, certo l'impegno generoso ed appassionato di alcuni cittadini benemeriti nella manutenzione e pulizia, per altro dissuasi dall'agire proprio dal gestore del servizio, cosa che lascia di stucco, ma un deterrente davvero efficace sarebbe la sanzione, salata, non solo amministrativa ma, per l'evidente danno all'ambiente, pure penale.

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