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Lucia Cendron, spunta un cartello per un omicidio irrisolto

Via dei Brilli · Treviso

TREVISO Una sera agostana come tante, calda, afosa il giusto e qualche refolo di vento a dare una parvenza di sollievo quella del 29 agosto 2012. Una strada che porta il nome di una nobile famiglia di ricchi mercanti veneziani, i conti Brilli, che dalla statale Noalese taglia la campagna facendo da confine tra i comuni di Quinto e di Treviso, comoda fino alla zona artigianale posta al suo inizio , stretta poi fino alla confluenza, nell'antica frazione di Boiago , coll'omonima strada. Lucia Cendron la sta percorrendo in bicicletta, abita proprio là, per recarsi a Paese alle prove del coro di cui fa parte, i Cantores Pagenses, appuntamento settimanale irrinunciabile vista la sua grande passione per la musica., quando viene centrata in pieno stramazzando al suolo, praticamente morta sul colpo. A travolgerla, lo stabiliranno le indagini e le testimonianze di chi accorse sul posto avendo sentito il fragore dell'impatto, un ciclomotore Ciao in sella al quale c'è un uomo di giovane età con un casco del medesimo colore che perde per un momento dopo lo scontro e prima di dileguarsi nonostante qualche livido per la caduta. A terra Lucia, agonizzante per la rottura del rachide cervicale. Le indagini nonostante le certezze delle prime ore circa l'individuazione del responsabile, non approderanno a nulla, il fascicolo relativo viene archiviato, il caso chiuso. Sono trascorsi 6 anni da quella tragica notte e sul luogo dell'omicidio è stato posto un cartello con la foto di Lucia che recita: "6 anni di assoluto silenzio, d'impenetrabile omertà vigliacca:Tu strappata alla tua famiglia, ai tuoi affetti; la tua vita spezzata, la risposta che ancora non c'è. Solo una granitica certezza che fu la promessa di quella notta: staneremo il tuo assassino, per darti giustizia, per avere finalmente conforto e pace.." E' non solo un ricordo ma, soprattutto un fermo "memento" per l'omicida che, ed è una certezza, percorre ancora quella strada, arrogante per la totale impunità avuta e per tutti quelli che, meschinamente, l'hanno sin da subito coperto e continuano a farlo. Quel cartello stigmatizza quanto in basso possa cadere la nostra coscienza civile e come si possa, senza vergogna alcuna, vivere con simili macigni sulla coscienza.

Vittore Trabucco

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