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Mercoledì, 25 Maggio 2022
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Spritz, storia, ricette dell'aperitivo più amato dai Trevigiani

Origini, le varianti di ogni città

Lo spritz è un appuntamento immancabile a fine giornata, ma anche a metà in Veneto. Apprezzato dai giovani, ma anche dagli avventori delle osterie che giocano a carte e dalle donne perchè poco alcolico. È il re incontrastato dell'aperitivo, valido per tutte le stagioni: è lo spritz, cocktail fresco, il suo colore acceso fa allegria, dissetante, dal gusto adatto a tutti i palati. Non c'è trevigiano che non ne abbia ordinato almeno uno, il suo successo è travolgente. 

Origini dello spritz

L'ipotesi più accreditata vuole infatti che i soldati austriaci, di stanza nella zona che era stata precedentemente la gloriosa Repubblica Serenissima e che entrò poi a far parte del Regno Lombardo-Veneto, per stemperare l'elevata gradazione dei vini veneti, avessero preso l'abitudine di allungarli con seltz o acqua frizzante. La Storia dello Spritz comincia nell’Ottocento dunque, durante il periodo della dominazione Asburgica nel Veneto. La parola spritz si desume derivi dal tedesco spritzen cioè spruzzare, i soldati, ma anche i vari commercianti, diplomatici e lavoratori austriaci, chiedevano di mettere un po’ d’acqua all’interno dei nostri vini, perché poco abituati alla loro gradazione elevata e al sapore forte. Alcune testimonianze parlano addirittura dell’aggiunta di una fetta di limone o del succo di limone per riprodurre l’acidità tipica dei bianchi austriaci.
“Spritzen!”, esclamavano. E subito l’oste allungava il vino con una spruzzata di acqua gassata.

Quando arriva l’Aperol Spritz 

Il cocktail come noi l'intendiamo sarebbe però nato successivamente, tra gli anni '20 e '30 del '900, quando si prese l'usanza di aggiungere l'Aperol o il Select ai vini allungati. Proprio l'Aperol, a partire dagli anni '70, fece dello spritz il suo cavallo di battaglia, contribuendo a renderlo l'aperitivo per eccellenza.

Nel 1919 la ditta Barbieri produce una bevanda-aperitivo destinata ad entrare nella storia, L’Aperol. Originario di Padova non ci ha messo molto a finire in qualche calice di spritz originale. Originariamente come vino bianco si utilizzava un fermo dei colli euganei, poi seltz ed infine Aperol.

L’ulteriore evoluzione che porta lo Spritz ad essere quello che tutti noi oggi consumiamo si è avuta quando uno spumante della zona di Conegliano, il Prosecco, prese piede; era il vino giusto al momento giusto, perché le bottiglie di seltz cominciarono a non essere più molto usate, quindi per replicare l’effervescenza della soda, si decise di introdurre il prosecco al posto del bianco fermo.

Le varianti 

Con l’andare del tempo la ricetta dello Spritz, chiamato amorevolmente anche "spris o spriseto", ha subito molte influenze e oggi se entrate in un bar e ordinate uno Spritz vi verrà servito un bicchiere con acqua gassata e… e qui si apre un mondo:  se siete a Treviso, per esempio, troverete prosecco e Aperol o Campari rosso con una fetta d’arancia o d’oliva; a Venezia invece il vino è fermo e si usa il Select o il Cynar. E ancora, a Udine la ricetta prevede il Tocai Friulano, Aperol o Campari e una buccia di limone, mentre a Vicenza resiste ancora la tradizione austro-ungarica con vino e acqua gassata, a Padova si mette una "botta" di Aperol, Gin o Cynar.

  • Hugo: si tratta di una versione dello Spritz, perfetta per l’estate. Il bitter viene, infatti, sostituito da un fresco sciroppo di fiori di sambuco. Un rametto di menta e uno spicchio di mela rossa, completano il cocktail
  • Braulio: per un gusto più deciso si usa questo amaro. In genere viene servito con uno spicchio di arancia.
  • Alternativo: è composto da due parti di succo di frutta misto, due parti di prosecco e una di Campari.
  • Bitter Spritz: si mette Campari al posto del classico Aperol, ha un retrogusto più amarognolo e persistente.
  • Spritz Select: nello spritz veneziano si usa il Select per la macchiatura, un liquore agrumato dal colore rosso acceso e dal gusto molto dolce. È il 1920 e Venezia è nel pieno fermento del primo dopoguerra, quando i fratelli Pilla creano nella la loro distilleria il Select con una ricetta rimasta segreta, la quale contempla l’utilizzo di trenta erbe aromatiche, tra cui le radici di rabarbaro e le bacche di ginepro, che di fatto caratterizzano questo bitter a metà strada tra Campari e Aperol.
  • Cynar Spritz: le note aromatiche del carciofo, una componenete dolce-amara, ben si sposa con la freschezza di un buon vino bianco.E' una variante da veri intenditori. Gustoso e dal sapore deciso, mantiene intatta freschezza ed effervescenza.
  • Il Pirlo: è la variante bresciana a base di vino bianco fermo dal sapore fresco e delicato, bitter, acqua gassata. Non va messa la soda o il seltz. Il tutto presentato in uno scenografico bicchiere a palloncino con una fetta d’arancia.
  • Spritz bianco con limone: la ricetta preferita dai vicentini, un mix di vino bianco fermo, soda e succo di limone perfetto per chi non ama le gradazioni alte e il gusto dolce.

Ricetta classica

90ml Prosecco
60ml Aperol
Splash soda
Guarnizione, fettina d’arancia
Anche sul bicchiere ci sono diverse versioni, chi predilige quella che vuole l’utilizzo di un rock basso, chi invece usa la cosiddetta “campanella”, un bicchiere con bevante tondo, tipico per ospitare vini bianchi da aperitivo, o ancora chi vuole un bel calice con stelo lungo. A voi la scelta, ora che sapete tutto sull’aperitivo più famoso non sarà certo la scelta del bicchiere di servizio a fermarvi.

Il successo dello spritz è totale, tanto che oggi può vantare di essere conosciuto a livello mondiale, tanto che nel 2011 l’IBA decide di introdurlo nella sua lista col nome di “spritz Veneziano”. e nel 2020 la lista, proprio recentemente aggiornata, mostra anche le varianti riconosciute ufficialmente, quelle con Campari, Select o Cynar.

Al famoso aperitivo è dedicata una giornata per celebrarlo, il 1 agosto cade il National Spritz Day!

Fonte: italianbartender

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