Al via il progetto di ricerca perdite nel centro storico di Treviso

Tre le fasi di lavorazione ATS per localizzare e riparare le perdite

35 chilometri di rete idrica da analizzare nel centro storico, compresa anche l’area del Put. È questo quanto si accinge ad effettuare Ats a Treviso nei prossimi giorni. Il progetto di ricerca perdite nel capoluogo, voluto fortemente da Ats con l’obiettivo di ridurre la quantità d’acqua persa nelle tubature, si aggiunge a quello avvenuto ad agosto in sei quartieri sempre del capoluogo: all’epoca sono stati passati a setaccio 40 chilometri di rete a Santa Maria del Rovere, Sant’Angelo, San Zeno, San Lazzaro e Selvana. Sono state individuate 33 perdite di cui 25 riparate.

In tutto, Treviso conta 320 chilometri di tubature. “Gradualmente estenderemo la ricerca anche ad altre aree sia del capoluogo che della provincia per poter avere un quadro complessivo su cui poi agire con interventi mirati – spiega l’amministratore delegato di Ats, Pierpaolo Florian – Eliminare lo spreco delle perdite lungo la rete degli acquedotti è un dovere civico, nell’ottica di un uso sostenibile della risorsa acqua”.

Il progetto è già stato eseguito, inoltre, nei comuni di Ponzano Veneto (109 chilometri analizzati), Istrana (79 chilometri), Pederobba (30 chilometri), Farra di Soligo (20 chilometri), Follina (32 chilometri), Valdobbiadene (10 chilometri), Miane (10 chilometri), Quero Vas (8 chilometri) e Alano di Piave (3 chilometri). In totale nel 2019 sono stati sottoposti a controllo 300 chilometri di rete e sono state svolte 2.470 riparazioni per perdite individuate tramite ricerca proattiva o segnalazione al pronto intervento.

Il lavoro di ricerca nel centro storico si svolgerà in modo puntuale via per via. Ci si avvarrà di sensori posti all’inizio e alla fine delle arterie interessate per individuare con precisione i punti di fuoriuscita dell’acqua. Tre le fasi operative: la prima, la pre-localizzazione, consiste nel controllo dei punti di ascolto posti sulla rete (saracinesche, sfiati, idranti, contatori utenza e condotte), allo scopo di limitare e circoscrivere il tratto di tubazione da analizzare successivamente. La seconda riguarderà la localizzazione delle falle vere e proprie. La terza prevede l’uso di uno strumento, il geofono, che permetterà la precisa individuazione delle perdite all’interno delle aree critiche individuate in precedenza. PerditeIdriche_Infratesto-2Per maggiori informazioni, clicca qui.

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