Acque pulite per Ats: i dati dei campioni parlano di assenza di inquinanti

Nel 2019 sono stati investiti, per la qualità dell’acqua potabile, 396 mila euro mentre nel 2020 le risorse programmate a tale scopo sono salite a 758 mila euro

Un’acqua potabile a prova di legge e di buona qualità. È questo il risultato delle analisi idriche dei 52 comuni serviti da Alto Trevigiano Servizi. Attraverso il controllo di 1662 campioni nel 2019 (circa 400 in più rispetto a quelli previsti per legge) e oltre 45 mila voci analizzate, si è riscontrato che l’acqua registra il 99,8 per cento dei parametri conformi alla normativa. Inoltre, dalle analisi specifiche effettuate, risultano assenti gli inquinanti emergenti come PFAAs.

Un’etichetta di tutto rispetto quindi. A testimoniare la qualità dell’acqua nei 52 comuni di Ats sono i dati. Per quanto riguarda il contenuto di residuo fisso, il valore risulta nettamente inferiore rispetto ai limiti di legge di 1500 mg/l: l’intervallo per le acque degli acquedotti del territorio Ats varia, a seconda delle aree del territorio e delle fonti di approvvigionamento (questo per l’eredità lasciata dai vecchi consorzi idrici presenti nel territorio prima dell’avvento del servizio integrato), in un range di 129-447 mg/l, con un residuo fisso medio di 256,81 mg/l. Il Ph dell’acqua si stabilisce in un intervallo di 7,0-8,8, con una media di 7,73 (limiti di legge: 6,5-9,5 Ph), mentre la durezza risulta inferiore ai 39,7 °f (gradi francesi): la legge consiglia un range dai 15 ai 50 °f. Inoltre, particolarmente bassi rispetto ai limiti delle normative nazionali sono i valori di sodio (0,4-29,8 mg/l e media di 4,07 mg/l, limite di legge: 200 mg/l), cloruri (0,6-28,4 mg/l e media di 3,96 mg/l, limite di legge: 250 mg/l) e solfati (2,1-50 mg/l e media di 22,39 mg/l, limite di legge: 250 mg/l).

Ats, inoltre, ha deciso di mettere a bilancio sempre più risorse per interventi specifici di controllo della qualità dell’acqua potabile: nel 2020, infatti, aumenteranno del 90 per cento rispetto all’anno precedente, passando dai 396 mila euro realizzati nel 2019 ai 758 mila euro in programma nel 2020. Si tratta di investimenti che riguardano concretamente l’ammodernamento degli impianti e il monitoraggio continuo della qualità della risorsa idrica nei 52 comuni del bacino servito da Ats. 

“L’acqua dei nostri acquedotti si certifica in media come di ottima qualità – spiega l’amministratore delegato di Ats, Pierpaolo Florian – A livello nazionale il 64,5% della popolazione preferisce l’acqua di rubinetto a quella in bottiglia e noi pensiamo che in territorio Ats tale percentuale sia più elevata. Questo contiene un duplice vantaggio. Il primo riguarda l’ambiente, perché approvvigionarsi della nostra acqua aiuta a ridurre l’acquisto e la dispersione di bottiglie di plastica. Altro vantaggio è quello economico che va direttamente a beneficio delle tasche dei nostri utenti”. Sono 70 gli impianti di disinfezione dell’acqua presenti nel territorio di Ats, tutti costantemente monitorati tramite sistemi di telecontrollo. L’approvvigionamento idrico è assicurato da 183 fonti di prelievo: 65 sorgenti nell’area prealpina e 118 pozzi in pianura che attingono da falde sotterranee. “L’acqua è ottima però i problemi sono le reti sul territorio che hanno bisogno di importanti investimenti di ristrutturazione e ammodernamento sia per ridurne le perdite sia per preservarne la qualità – aggiunge Florian - E questo ci vede costantemente impegnati con sforzi nel territorio per trovare i finanziamenti per avviare i lavori necessari”. 

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