Domenica, 25 Luglio 2021
Alto Trevigiano Servizi

Alto Trevigiano Servizi, risanamento delle fogne in 52 Comuni della Marca

Lavori al via da novembre 2021: il primo Comune sarà Carbonera: l'investimento previsto è di 750mila euro, un anno e mezzo la durata stimata del cantiere. Il commento del presidente Vettori

Lavori di risanamento delle fogne da parte di Alto Trevigiano Servizi

Rete fognaria ai raggi X per eliminare le acque cosiddette "parassite" e, quindi, migliorare le performance dei depuratori. È questo l’ambizioso progetto che Alto Trevigiano Servizi sta avviando nei 52 Comuni della provincia di Treviso che fanno parte del servizio idrico integrato. Il progetto partirà a novembre con la rete fognaria di Carbonera, a seguire tutto il resto del territorio. In corso gli studi idraulici e i monitoraggi preventivi. L’investimento previsto è di 750mila euro. Non verranno effettuati scavi e si opterà per soluzioni di intervento innovative e non impattanti. I lavori dureranno un anno e mezzo.

Nel corso dei lavori non verranno effettuati scavi, questo per minimizzare i disagi causati alla cittadinanza. Tale scelta operativa permette inoltre di mantenere inalterato il funzionamento della rete fognaria, di non usare mezzi ingombranti di cantiere ed evitare movimento di terra. Si prevede di impiegare mezzi tecnologici all’avanguardia come il “canal jet” (ossia una moderna e avanzata metodologia di spurgo per pozzi neri, fogne, tubi e condotte, che sfrutta il sistema idrico ad altissima pressione), video ispezioni e robot. Si procederà, inoltre, con interventi di pulizia radicale e completa delle condotte, il loro risanamento tramite “relining” o “metodo della calza” (ossia la posa all’interno della condotta da rivestire di una guaina flessibile in feltro impregnata con resina), per arrivare alla sistemazione delle tubature di fognatura in cui ci sia la presenza di crepe, buchi e tagli. Obiettivo del progetto: eliminare la presenza di acque parassite nei collettori fognari che presentano criticità. Con il termine “acque parassite” si intende acque sostanzialmente pulite, di natura varia (meteorica, superficiale, di falda o antropica), che non hanno necessità di essere depurate ma che possono infiltrarsi nelle reti fognarie attraverso buchi o crepe.

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«È importante far sì che questo non avvenga - spiega il presidente di Ats, Fabio Vettori - Eliminando o limitando tale afflusso si consente di recuperare capacità depurativa e, di conseguenza, aumentare il numero di utenze che possono usufruire del servizio depurazione. Ciò produce benefici in termini di tutela dell’ambiente e risparmio di energia impiegata dai depuratori per il loro funzionamento». Per questo si provvederà anche all’estirpo delle radici arboree, che rallentano il flusso dei reflui; anche per tale ultimo tipo di intervento verrà utilizzata un’attrezzatura robotizzata dotata di frese rotanti. La rete fognaria del bacino territoriale servito da Ats conta 1.600 chilometri, 37 depuratori e 27 vasche imhoff, in un bacino territoriale di 1.376 chilometri quadrati.

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