Acque parassite nelle fogne di Treviso, al via i lavori di risanamento

Nell’ultimo biennio 4mila abitanti di Treviso si sono allacciati alla rete fognaria. L’obiettivo di Ats è di estendere il servizio a un numero sempre maggiore di abitanti del capoluogo

Cantiere di Alto Trevigiano Servizi (Foto d'archivio)

Con un’estensione di 90 chilometri, la rete convoglia i reflui nell’impianto di depurazione di via Pavese. Dai dati del 2018 è stato stimato che solo il 40% dell’intera portata trattata nell’impianto proveniva effettivamente da scarichi civili e industriali mentre il restante 60% derivava da afflussi anomali di acque superficiali, meteoriche e di falda che s’infiltrano in modo diffuso nei collettori e nei pozzetti della rete fognaria. Si tratta di acque pulite che non richiedono trattamento depurativo, definite per l’appunto “parassite”. Sfruttando le risorse umane interne all’azienda e le conoscenze acquisite negli anni, Ats ha redatto il progetto “Risanamento delle fognature di Treviso” che ha visto un lavoro di indagine, attuazione ed esecuzione dei lavori durato dal 2018 al 2020.

Il progetto di Alto Trevigiano Servizi nel comune capoluogo è possibile grazie alla nuova disponibilità della potenzialità depurativa dell’impianto di via Pavese che consente di dare impulso ad allacciamenti di nuove utenze alla rete. Nel periodo giugno-settembre 2020, infatti, si è registrato una riduzione del volume medio giornaliero depurato dall’impianto pari a 3000 metri cubi al giorno rispetto allo stesso dato relativo al 2018 e al 2019. Risultato derivato dalla campagna di risanamento avviata negli ultimi 3 anni da Ats che ha ridotto le infiltrazioni di acque cosiddette “parassite” nella rete fognaria di Treviso. Prima dell’attività di risanamento è stata realizzata una campagna di monitoraggio delle portate nella fognatura nera, suddividendo l’intera rete comunale in 80 micro-bacini. Sono state analizzate le portate minime notturne e, in questo modo, si sono potuti individuare i distretti più critici rispetto alla problematica. Attraverso video-ispezioni, sono state definiti gli interventi di risanamento. I lavori, consegnati nel mese di luglio 2019, sono stati ultimati nel mese di luglio 2020, per un importo complessivo di 270mila euro. Particolare impulso ai lavori è stato dato durante il periodo del lockdown, fra marzo e aprile 2020, sfruttando le condizioni di traffico ridotto. I risultati sono stati per l’appunto il recupero della capacità depurativa dell’impianto. Insieme ai lavori di risanamento si è dato impulso agli allacciamenti di nuove utenze nel territorio comunale: nell’ultimo biennio 7mila abitanti sono stati inviati ad allacciarsi alla rete e 4mila hanno già provveduto al collegamento.

«Attualmente le utenze regolarmente allacciate alla rete di fognatura nera del Comune di Treviso sono circa il 35 per cento della popolazione residente – spiega l’amministratore delegato di Ats, Pierpaolo Florian – Ats potrà sfruttare la potenzialità depurativa nuovamente disponibile per dare ulteriore impulso agli allacciamenti di nuove utenze. Considerato il beneficio ambientale ottenibile sia in termini della falda acquifera profonda che dei corsi d’acqua superficiali è già in corso e proseguirà nei prossimi anni una campagna per completare gli allacciamenti nelle zone già servite dalla rete di fognatura nera del territorio. Da sottolineare come il progetto sia stato realizzato grazie alle risorse interne all’azienda. Il progetto potrà essere riprogrammato con le stesse modalità per gli anni futuri anche nel resto del territorio del Comune di Treviso e negli altri comuni serviti da Ats la cui rete fognaria risulti affetta da problematiche simili». Per quanto riguarda le perdite della rete acquedottistica nel capoluogo, Ats ha avviato il progetto di ricerca perdite che ha visto l’analisi di 40 chilometri di rete nei quartieri di Santa Maria del Rovere, Sant’Angelo, San Zeno, San Lazzaro e Selvana con conseguente riparazione delle falle individuate. Il progetto si è poi esteso anche al centro storico per altri 35 chilometri.

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