Alla scoperta della Sorgente Tegorzo

Nel comune di Quero-Vas si nasconde un impianto idrico di rilevanza culturale

Non solo servizio idrico, ma anche storia, ambiente e paesaggio: Ats vanta infatti fra i suoi impianti, anche opere di rilevanza culturale.
Fra queste vi è sicuramente la Sorgente Tegorzo, nel comune di Quero-Vas. Posta a 407 metri sopra il livello del mare, la sorgente è situata a sinistra dell’omonimo Torrente Tegorzo (affluente destro del fiume Piave), alla base del versante nord-est del Sasso delle Capre (che fa parte del Massiccio del Grappa).

La sorgente è di origine carsica: l’acqua scaturisce da una frattura sulla roccia lunga circa 18-20 metri.
La facciata è addossata alla roccia: la struttura esterna e i sistemi di captazione sono stati costruiti negli anni Trenta dall’allora Consorzio Acquedottistico Schievenin per servire i 18 comuni allora consorziati.
Oggi la sorgente serve i comuni della Comunità Montana del Grappa, parte del comune di Asolo e parte dell’area del Montello.

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Si rileva che nel 1932 la sorgente Tegorzo consegnava l’acqua a circa 790 fontane pubbliche che servivano un’area di circa 58.127 ettari, per una popolazione di 124.116 abitanti.
In quegli anni la dotazione idrica pro-capite era stimata intorno agli 80 litri al giorno per abitante. Oggi la dotazione idrica si aggira intorno ai 250-300 litri al giorno per abitante.
La portata media prelevata dalla sorgente è pari a 250 litri al secondo: l’acqua che sgorga dalla roccia viene immessa nelle vasche interne al manufatto e da qui, in parte viene convogliata nelle opere di acquedotto, e in parte viene scaricata nel Torrente Tegorzo per garantire il deflusso minimo vitale, ovvero il deflusso minimo d’acqua che serve a garantire la sopravvivenza delle varie specie biologiche presenti.

L’area in cui è collocata la Sorgente Tegorzo è ad alta valenza ambientale, censita fra l’altro all’interno della Rete Natura 2000, tra i Siti di Importanza Comunitaria (SIC) e Zone di Protezione Speciale (ZPS).
Nel 2018 sono state restaurate le pareti esterne della sorgente Tegorzo (compreso l’affresco raffigurante i comuni serviti nel 1932 dalla rete di acquedotto “Schievenin”).
Prima dell’arrivo dell’emergenza Covid, è stata anche meta di visite di scolaresche.

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