Venerdì, 24 Settembre 2021
Alto Trevigiano Servizi

L'impatto degli scarichi sulla qualità dell'acqua del Sile e dei suoi affluenti: lo studio

Alto Trevigiano Servizi e Università degli studi di Padova, insieme per studiare l'impatto degli scarichi sulle acque trevigiane

È iniziata nell’anno accademico 2020/2021 e proseguirà per tre anni la collaborazione fra Alto Trevigiano Servizi e la Scuola di dottorato in Scienze dell'ingegneria civile, ambientale e dell'architettura dell’Università degli studi di Padova.
La società che gestisce il servizio idrico integrato in 52 comuni fra le province di Treviso, Belluno e Vicenza contribuisce, infatti, a finanziare una borsa di studio e fornirà il proprio apporto tecnico e di conoscenze per lo sviluppo di una ricerca di dottorato che mira a verificare l’impatto degli scarichi di agricoltura, delle acque reflue e del dilavamento delle superfici urbane sul fiume Sile e sui suoi corsi d’acqua affluenti. Obiettivo: ottenere dati di portata e di qualità delle acque dei canali che attraversano l’abitato di Treviso per valutare lo stato di salute del sistema idrico e identificare eventuali strategie di mitigazione sostenibili.

A condurre lo studio è la dottoranda Giulia Mazzarotto, con la supervisione di Paolo Salandin, professore ordinario di Costruzioni idrauliche nell’ateneo patavino. Titolo della tesi: Impatto del drenaggio urbano sulla qualità dei corpi idrici recettori e strategie di mitigazione. Ats metterà a disposizione della ricerca tutto il proprio supporto tecnico, le competenze e le conoscenze del territorio.

Lo studio prende avvio dall’analisi dello stato di fatto con riferimento alla qualità dell’acqua dei canali che attraversano il centro storico di Treviso. Saranno collocate stazioni di monitoraggio in continuo della portata del Sile e di alcuni suoi affluenti, come il Botteniga, il Trozo Lungo e lo Scolo comunale.
A queste si aggiungono sonde e campionatori fissi e mobili per la valutazione di alcuni parametri fisico-chimici (ad esempio, temperatura, presenza di nitrati, cloruri e ammonio). 
Ovviamente la ricerca prenderà in considerazione anche i contributi della rete fognaria (acque nere e bianche) per capire e valutare l’interazione fra i due sistemi.

Nei canali confluiscono infatti scarichi di agricoltura, acque di dilavamento delle superfici urbane e delle acque reflue. Durante eventi meteorici di particolare intensità, si possono inoltre verificare fenomeni di rigurgito nella rete di fognatura mista con fuoriuscita di acqua dai tombini e il suo scarico diretto in fiumi e canali.

La ricerca si propone di individuare, attraverso il monitoraggio e la modellistica numerica, possibili soluzioni a tali problemi, che riguardano il complesso sistema derivante dall’interazione tra sistema fognario, canali agricoli e rete di drenaggio naturale, al fine di garantire la tutela ambientale dei corsi d’acqua, elemento naturale e paesaggistico imprescindibile della città di Treviso.

Allo studio sistemi di mitigazione tra cui l’ottimizzazione del funzionamento della rete fognaria cittadina.
Ats, a questo proposito, ha già provveduto a progettare e a mettere a breve in cantiere una grande opera di ingegneria, ovvero la realizzazione di una rete fognaria con tecnologia microtunnelling, della lunghezza di 500 m ai margini del centro storico per la posa di una rete capace di far confluire i reflui al depuratore e un ulteriore progetto per una tratta di ulteriori 2.500 m da realizzarsi con la medesima tecnica; ma anche la promozione di pratiche agricole responsabili, come l’utilizzo di prodotti e l’adozione di soluzioni tecniche per ridurre drasticamente o, addirittura, eliminare, l’impatto sull’ambiente circostante e la rete naturale.
Questo assieme alla realizzazione di soluzioni di drenaggio urbano sostenibile, le cosiddette SuDS (Sustainable Drainage Systems), quali pavimentazioni drenanti, strisce filtranti e canali vegetali: sistemi, questi, in grado di riequilibrare il bilancio idrico e ridurre il carico inquinante che affluisce ai nostri corsi d’acqua permettendo alle città di comportarsi come le cosiddette “sponge cities” (termine tecnico per definire le “città spugna”), riducendo dunque i volumi di pioggia scaricati nei corsi d’acqua e nella rete fognaria e aumentando, di conseguenza, l’efficienza degli impianti di depurazione.

Tutto ciò a beneficio dell’ambiente anche in contesti urbani come Treviso capoluogo – spiega l’amministratore delegato di Ats, Pierpaolo Florian – Studi come questo ci porteranno ad avere dati scientifici e oggettivi sulla qualità dell’acqua di fiumi importanti per la rilevanza naturalistica e storica, come il Sile, e per pianificare soluzioni ecosostenibili e innovative. Ats da sempre accoglie con favore le partnership con atenei e centri di ricerca. Si tratta di collaborazioni che contribuiscono a migliorare tutto il sistema idrico e quindi a tutelare un bene prezioso come l’acqua che è patrimonio di tutta la collettività”.

L’assessore all’Ambiente del Comune di Treviso, Alessandro Manera, aggiunge: “Tali ricerche confermano l’attenzione di tutti alla tutela delle acque del nostro Sile. Del problema abbiamo discusso durante un convegno di Legambiente Treviso nelle scorse settimane, a testimonianza dell’apertura della nostra Amministrazione ad ascoltare tutte le voci che esprimono preoccupazione per la salute di questo corso d’acqua e dei suoi affluenti. Abbiamo in progetto di raddoppiare la rete idrica e fognaria entro fine mandato, in stretta collaborazione con i settori Lavori Pubblici, Ambiente e con Ats. Il nostro obiettivo è riportare il fiume Sile in salute”.

L’importanza della tutela delle acque nel capoluogo è stata sottolineata in questi giorni anche in merito alla possibile candidatura delle Mura di Treviso a Patrimonio Unesco.
A questo proposito, Fondazione Benetton consiglia di valorizzare, insieme alle fortificazioni cinquecentesche, anche l’acqua: il capoluogo, infatti, ha un carattere unico, fatto di opere idrauliche progettate tenendo conto del tracciato di costruzione delle Mura.

Lo studio sul fiume Sile è solo uno dei numerosi progetti di collaborazione con l’Università di Padova avviati da Ats fin dal 2007 con la ricerca di rilevante interesse nazionale (PRIN – acronimo con cui il Miur definisce tali tipi di progetti) Problematiche legate alla complessità e all'incertezza nei problemi di flusso e trasporto nelle formazioni naturali eterogenee.
Per citare gli ultimi si ricordano Analisi quantitativa e qualitativa delle falde nell’alta pianura veneta fra Treviso, Padova e Venezia, in collaborazione con Viveracqua e Veritas, avviato nel 2017, a cui hanno fatto seguito nel 2018 il progetto Impatto delle attività agronomiche sulle aree di salvaguardia delle prese di falda e, nel 2019, la ricerca Caratterizzazione e strategie di protezione delle falde nella pianura veneta fra Brenta e Piave.

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