Agricoltura, Treviso risente della crisi e dell’andamento meteorologico

Il "rapporto 2012 sulla congiuntura del settore agroalimentare veneto" di Veneto Agricoltura evidenzia come, in controtendenza rispetto alla Regione, la provincia di Treviso abbia risentito molto della crisi e dell'andamento meteorologico negativo di quell'anno su tutto il comparto agricolo

Il 2012 è stata un’annata non particolarmente fortunata per il comparto agricolo italiano a causa dell’andamento meteorologico anomalo durante la stagione estiva, caratterizzata da temperature molto elevate e da un prolungato periodo di siccità. Nonostante ciò il fatturato complessivo del settore agricolo della Regione Veneto ha tenuto. Ad affermarlo è Veneto Agricoltura, l’Azienda Regionale Agricolo, Forestale e Agroalimentare, nel “rapporto 2012 sulla congiuntura del settore agroalimentare veneto”. Il rapporto, presentato il mese scorso a Legnano, ha fornito al mondo rurale la possibilità di conoscere e analizzare le tendenze in atto, i risultati economico-produttivi della scorsa annata e gli scenari entro i quali si sono realizzati. Per quanto concerne la produzione della provincia di Treviso bisogna fare un distinguo fra tutti i maggiori prodotti agroalimentari tipici della Regione e della Provincia di Treviso e cioè i cereali (mais e cereali a paglia quali frumento tenero, duro e orzo) e le colture agro-industriali (bietola e soia).


 

Partiamo della produzione di mais: a livello regionale le superfici impiegate per questa coltura si attestano su circa 308 mila ettari con Treviso che si attesta al quarto posto per superficie investita in mais, dopo Padova, Venezia e Rovigo, con 41 mila ettari investiti in questa coltura. Nonostante però questo incremento a livello regionale della superficie, il pessimo risultato in termini di resa produttiva induce a stimare una produzione finale di circa 1,6 milioni di tonnellate di mais granella (-35%), in forte riduzione praticamente in tutte le provincie.


 

Per quanto riguarda la campagna cerealicola 2011-2012, le produzione sono state le migliori degli ultimi anni sia in termini quantitativi che qualitativi. A livello regionale, la resa media della raccolta è stata di circa 7,1 tonnellate, con un aumento del 21% rispetto al 2011. Anche in questo caso, però, la Provincia di Treviso non ha ottenuto ottimi risultati stabilendosi, con 7.700 mila ettari di terreno utilizzati per questa coltura, al quinto posto per superficie investita. Prima di lei Rovigo, Padova, Venezia e Verona. L’incremento delle superfici e il buon andamento della resa hanno consentito di ottenere, a livello regionale, un’abbondante produzione finale: a livello regionale il raccolto dovrebbe attestarsi sulle 629 mila tonnellate, con una crescita del 26% rispetto all’anno precedente.


 

Dato a parte, invece, è quello che riguarda l’orzo dove la Provincia di Treviso, insieme a quella di Verona e Rovigo detiene il 70% delle superfici utilizzate per questa cultura. In modo particolare Treviso ha 1500 ettari di superficie investita, un 17% in meno rispetto al 2011. A livello regionale nonostante l’andamento climatico invernale poco piovoso non sia stato molto d’aiuto alla crescita della coltura, le successive piogge primaverili hanno fatto in modo di ottenere una resa pari a circa 5, 5 tonnellate, con un aumento del 10% rispetto all’anno precedente.


 

In controtendenza rispetto alle altre culture è la produzione di Soia: la superficie coltivata a soia in Veneto nel 2012 si stima possa essersi attestata su circa 68.700 ettari (-11% rispetto al 2011), interrompendo il trend positivo degli ultimi anni. Per quanto riguarda la provincia di Treviso si segnala una riduzione di investimenti del 27% attestandosi sui 9.900 ettari di superficie investita. A livello regionale, la contemporanea flessione degli ettari coltivati e delle rese produttive ha determinato una notevole riduzione della produzione, che è scesa a circa 154.400 tonnellate, in calo del 43% rispetto al 2011.


 

Proseguiamo con la barbabietola da zucchero: a livello regionale, gli investimenti sono risaliti a circa 13 mila ettari, con un aumento del 39% rispetto al 2011. Il 90% delle superfici si concentra nelle tre provincie tradizionalmente più vocate, Rovigo, Venezia e Padova. Treviso si attesta al penultimo posto con solo 200 ettari investiti in barbabietola con un aumento, però, del 2,5% rispetto al 2011.


 

Insomma, nonostante l’andamento meteorologico non certo favorevole e la crisi economica che ancora imperversa nel nostro Paese che ha causato un calo nel 2012, il comparto agricolo veneto continua ad essere il punto di forza della Regione. Non si può dire la stessa cosa della provincia di Treviso che, invece ha risentito molto di questi fattori sul suo comparto agricolo.

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