Prosecco, +79% export in Cina

Il Prosecco conquista il mondo. Zaia « è la testimonianza migliore che qualità del territorio e tenacia imprenditoriale possono vincere ogni sfida»

«La crescita di quasi il 79% in un anno dell’export “cinese” di Prosecco Superiore DOCG è la testimonianza migliore che qualità del territorio e tenacia imprenditoriale possono vincere ogni sfida. Questo nostro vino è divenuto una star indiscussa del Made in Veneto e del Made in Italy internazionale, alla pari con gli altri grandi nomi dell’Italian Style». Ad affermarlo il presidente della Regione Luca Zaia, che in questo modo commenta i dati diffusi sull’export del Conegliano Valdobbiadene DOCG nel grande Paese asiatico, preludio dell’analisi economica e strategica che il Distretto del Conegliano Valdobbiadene presenterà tra un paio di settimane nel suo rapporto annuale.

Si parla di una fetta molta grossa di mercato, pari circa a 1,2 milioni di euro e dove la Cina e Hong Kong rappresentano il mercato più appetibile. Dal 2010, fanno sapere dal Consorzio di Tutela,le aziende della Docg hanno visto aumentare l'export verso queste località in maniera quasi esponenziale, fino a raggiungere il 79%.

«Stiamo parlando di un aumento delle esportazioni dal Veneto in una Nazione – prosegue Zaia – che è forse oggi la maggiore esportatrice al mondo di quasi tutto, dove è necessario presentarsi con il meglio e con l’inimitabile, quali sono le nostre DOCG di Prosecco Superiore. Ricordo peraltro che queste sono solo il vertice di una piramide in crescita che si attesta attualmente attorno ai 260 milioni di bottiglie complessive, delle quali circa un quarto di “Superiore” delle aree di Asolo e di Conegliano – Valdobbiadene e, di quest’ultima zona oltre un milione di Superiore di Cartizze».

«Soprattutto, questo successo, che rappresenta la più buona e innovativa rivoluzione degli ultimi secoli nel campo dell’enologia mondiale, non nasce dal caso, ma da quei produttori che si sono spaccati la schiena per decenni, con fatica, con coraggio, con passione e anche con lungimiranza. Li ringrazio e ringrazio i tanti giovani che ne proseguono l’attività con l’amore che un prodotto del genere richiede. Forti del successo, non sono stati gelosi quando è stato il momento di tutelare il Prosecco del Nord Est nel mondo, legandone il nome alla località originaria dell’uva. E’ un bene prezioso che oggi si è diffuso meritoriamente in tutti i continenti – conclude il presidente del Veneto – in un crescendo che va governato al meglio, nella consapevolezza ormai maturata che assieme si fa tantissima strada utile a tutti, più di quanta non ne possa fare da sola una singola azienda d’eccellenza».

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