Benetton Rugby: «Periodo complicato, la pausa non deve essere un'alibi»

Giacomo Vigna, preparatore fisico dei Leoni biancoverdi traccia il suo bilancio della squadra in queste settimane di stop dopo la sconfitta di Cardiff nei minuti finali

In foto Giacomo Vigna

Al termine della settimana di allenamenti presso il centro sportivo de “La Ghirada, è il preparatore fisico biancoverde Giacomo Vigna a parlare ai microfoni di BEN TV.

«E’ un periodo un po’ complicato, determinato dalla vicissitudine di eventi che si sono susseguiti. Abbiamo dovuto cambiare qualcosa nella preparazione normale, lo avevamo già fatto nella settimana che ci avrebbe portato alla sfida contro Dragons e cambieremo ancora questa settimana. Il nostro focus rimane sulla gara a Newport del prossimo weekend. Le sedute in sala pesi non sono cambiate di molto, abbiamo aumentato qualcosa sotto il profilo del volume da proporre, proprio per il fatto che non c’è l’obbligo della partita a breve distanza. Per quanto riguarda la parte che i giocatori sostengono in campo, ci stiamo muovendo in maniera diversa fin dal ritorno da Cardiff. Anche in questa area lavoreremo maggiormente sui volumi e sull’intensità, così da essere un po’ meno carichi la prossima settimana in cui è prevista la partita». Indubbio che è però un modo di lavorare meno tradizionale. «E’ una sfida, un modo nuovo di allenarsi, ma siamo sempre pronti a risolvere i problemi quando arrivano. L’importante è comunque avere la capacità di adattarci e non trascurare nulla».

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Non giocare per una o due settimane in ogni caso diventa un problema. «Abbiamo provato a caricare il lavoro nella settimana in cui avremmo dovuto giocare con i Dragons, disputando una partita interna tra di noi, alzando al massimo il ritmo del gioco ed è stato un bene in vista di Cardiff. Dal Galles abbiamo ricevuto dei segnali positivi perché nel primo tempo abbiamo visto una squadra in forma, dobbiamo dire invece che nella seconda frazione di gioco c’è stato qualche piccolo problema di vario genere. Non per tutti i giocatori i problemi sono stati fisici, ma la difficoltà sta proprio nel portare la rosa ad un equilibrio. Chi aveva giocato di più nei mesi passati si è visto, chi invece era in carenza di campo e minutaggio o reduce da infortunio ha pagato maggiormente il ritmo di gioco, lo stress della partita, il campo sintetico e tante altre piccole cose su cui stiamo lavorando per farci trovare pronti in vista del prossimo match. Infine a livello mentale la situazione attuale può creare problemi di concentrazione, fa parte del nostro lavoro e di quello dei giocatori saper gestire momenti in cui attivarsi di più ed altri dove potersi rilassare. Non deve essere un alibi».

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