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Martedì, 30 Novembre 2021
Calcio

Maxi squalifica per l’allenatore del Silea

L’allenatore del Silea (Prima categoria Veneto) Francesco Bellomo squalificato per 36 giornate

Squalifica record comminata dal giudice sportivo in Prima Categoria Veneta. La partita incriminata è Silea – Libertas Ceggia (Treviso), terminata con il punteggio di 2-1 per la squadra ospite. Il giudice ha fermato per ben 36 gare di campionato l’allenatore del Silea Francesco Bellomo.

Sanzione record

Una sanzione record, quella comminata al mister, motivata così nel provvedimento firmato dal presidente del Comitato Regionale Veneto: «Riferisce l’arbitro – si legge nella nota - che Bellomo lo dileggiava dalla tribuna, senza alcuna ragione. La medesima persona entrava, durante l’intervallo, nello spogliatoio della società Silea 1927, benché, da informazioni acquisite e confermate da verifica condotta sul curriculum dello stesso, si trovasse in espiazione di sanzione di sei gare. Intercalava gli insulti con espressioni blasfeme. A fine partita lo spogliatoio era frequentato da persone non legittimate nonostante l’invito rivolto al dirigente a lui addetto, di chiudere la porta per interdire l’accesso a estranei».

Comportamento censurato

Il comunicato prosegue aggiungendo che «va censurato il comportamento di Francesco Bellomo, che infrange plurime disposizioni del Codice di Giustizia Sportiva. La sanzione base, prevista per la violazione dell’articolo 36, è determinata in tre mesi di inibizione, aumentata per la continuazione e gli aggravamenti del triplo. Quindi nove mesi di inibizione, da eseguirsi dopo l’esecuzione di quella in precedenza inflitta. Considerato che ogni mese corrisponde mediamente a quattro giornate di gara, la sanzione va commisurata a 36 giornate da sommarsi a quelle residue della precedente sanzione ancora non espiate». Bellemo e il Silea, multato per la stessa vicenda, hanno annunciato ricorso e per ora non hanno rilasciato dichiarazioni

Qualcosa di abnorme

«Sono esterrefatto - replica Bellomo - quando ho saputo del provvedimento pensavo fosse uno scherzo. Trentasei giornate sono qualcosa di abnorme, non penso che sia mai successa una cosa simile. Al massimo potrà essermi scappata una parola, ma di certo non ho minacciato nessuno o fatto qualcosa di così grave da giustificare una simile squalifica. Contatterò l’Assoallenatori perché di sicuro intendo presentare ricorso. Aggiungo anche che sono stato costretto a entrare nello spogliatoio anche se non potevo, visto che ero squalificato, ma l’ho fatto per i ragazzi. Mi è stato detto che avevano bisogno di me. Avevo già presentato le dimissioni dopo le 6 giornate di squalifica, a maggior ragione le presenterò dopo questa assurdità».


 

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