Covid, il calcetto tra amici è salvo: da oggi basterà iscriversi ad una Asd

"Fatta la legge, trovato l'inganno": dopo l'uscita dell'ultimo Dpcm è stato infatti trovato il modo di scongiurare la chiusura forzata, passando dall'amatoriale al dilettantismo

I campi da calcetto a Morgano

Il calcetto tra amici può dirsi ufficialmente salvo da quella chiusura forzata che l'ultimo Dpcm sembrava ormai aver imposto fino al prossimo 13 novembre. Come difatti qualcuno direbbe, "Fatta la legge, trovato l'inganno" nella più classica interpretazione normativa all'italiana. Nelle ultime ore, infatti, dopo un'attenta valutazione del testo redatto dal Governo, sono diverse le strutture sportive del trevigiano che hanno individuato come "aggirare", ovviamente legalmente, il blocco alle attività amatoriali imposte dal Dpcm.

Facciamo però un passo indietro. L'art. 1 del Decreto (al numero 6, lettera g), infatti, riporta che "lo svolgimento degli sport di contatto, come individuati con successivo provvedimento del Ministro dello sport, è consentito, da parte delle società professionistiche e - a livello sia agonistico che di base - dalle associazioni e società dilettantistiche riconosciute dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato italiano paralimpico (CIP), nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Federazioni sportive nazionali, Discipline sportive associate ed enti di promozione sportiva, idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi; sono invece vietate tutte le gare, le competizioni e tutte le attività connesse agli sport di contatto, come sopra individuati, aventi carattere amatoriale". In sostanza, la parola "amatoriale", riferita al divieto di attività degli sport di contatto, è quella che da oggi consentirà a tutta la filiera del dilettantismo e dell’attività giovanile di andare avanti.

Difatti, leggendo tra le righe del Dpc, sono in salvo tutte le attività federali e quelle degli enti di promozione sportiva del CONI, come: CSEN (Centro Sportivo Educativo Nazionale), CSI (Centro Sportivo Italiano) e CSAIN (Centri Sportivi Aziendali Industriali). Dunque, in concreto, se la partita di calcetto rientra in un’attività codificata da un’associazione sportiva o da una società sportiva dilettantistica, affiliata a un ente o a una federazione, questa potrà essere giocata senza problemi, mentre in caso contrario sarà impossibile accedere ai campi. Una scelta, questa, dettata dal fatto che le società affiliate al CONI sono da sempre impegnate a rispettare tutte le norme dei protocolli federali e degli Enti di promozione sportiva, garantendo quindi un certo standard di livello di sicurezza rispetto alle normative anti-Covid.

La realtà dei fatti, però, vede già da mesi le strutture sportive (seppure non affiliate al CONI) coinvolte nella gestione quotidiana di centinaia di atleti amatoriali, il tutto attraverso: la misurazione della temperatura prima di entrare in campo, l'igienizzazione delle mani all'ingresso, la tenuta dei registri delle persone coinvolte nella partita, la divisione degli spogliatoi e la loro sanificazione, oltre all'apposizione di specifici cartelli che indicano agli ospiti le norme da rispettare. In sostanza, quindi, ciò che da oggi cambierà sarà solo il possesso o meno di una tessera sportiva. Il Centro Calcetto di via delle Medaglie d'Oro a Treviso, ad esempio, continuerà la propria attività permettendo ai propri clienti di iscriversi alla Asd dello Sporting Morgano, già affiliata allo CSEN, al modico costo di 5 euro annuali che danno diritto anche alla copertura assicurativa (basterà rilasciare nome e cognome, data e luogo di nascita e il codice fiscale). Lo stesso dicasi per il Centro sportivo Carlotta di Casier che permetterà di giocare previa affiliazione allo CSAIN (tessera da 7 euro obbligatoria), così come il 2001 Sport City lungo la Feltrina a Treviso (anche se in questo caso verrà richiesto un certificato medico di buona salute per l'attività sportiva non agonistica).

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Sul punto è intervenuto ai nostri microfoni Massimiliano Cattarin, già Team Manager del Calciotto TV e Team Manager della Nazionale Italiana Calcio a 8 FIM: «Sicuramente c'è soddisfazione per aver scongiurato l'ennesima chiusura della sport non professionistico, soprattutto di quello amatoriale, a livello locale. Abbiamo vinto una battaglia, ma la guerra è ben altro visto che il Governo continua a colpire il settore sportivo come se non ci fosse un domani. C'è infatti preoccupazione per capire cosa si inventeranno prossimamente, perché sembra che lo sport sia in assoluto tra le attività più gravi in riferimento al diffondersi del Covid-19. Però, come già dichiarato nei giorni scorsi e in riferimento ad esempio all'attività dello Sporting Morgano con i suoi tornei di calciotto che portano centinaia di ragazzi in campo, dall'estate ad oggi non abbiamo avuto un singolo caso di positività. Questo a dimostrazione che forse non è lo sport il settore che dovrebbe essere maggiormente attenzionato da Roma. Anzi, lo sport va salvaguardato e promosso, anche solo per il benessere dei cittadini e per gli investimenti degli sponsor. Nonostante tutto, però, noi andiamo avanti come sempre con attenzione al prossimo e serietà, sperando che il Governo si metta definitivamente una mano sul cuore e ci lasci lavorare in tranquillità».

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