Covid, il nuovo Dpcm vieterà il calcetto: «Sarebbe la fine di migliaia di società sportive»

A causa dell'aumento dei contagi il Governo pensa allo stop dello sport amatoriale, compresi basket e pallavolo, scatenando le polemiche: «Giù le mani dallo sport!»

Un calcetto tra amici

Nuove misure in arrivo per contrastare la diffusione del Covid-19. Dalla riunione del Comitato Tecnico Scientifico usciranno infatti i provvedimenti che dovrebbero essere poi adottati nel prossimo Dpcm. Le proposte sul tavolo riguardano, tra l'altro, il possibile stop agli sport di contatto a livello amatoriale non regolamentato (come pallavolo, beach volley, calcio e derivati, basket e boxe, mentre dovrebbero salvarsi il tennis e il padel). Nulla dovrebbe comunque cambiare per quanto concerne le sessioni di allenamento dei professionisti che rimarranno consentite a parte chiuse e nel rispetto dei protocolli previsti dalle rispettive Federazioni. Sarà poi possibile continuare a praticare attività sportiva in palestra oppure in piscina a patto che gli ingressi sia contingentati e tutta l'attività si svolga su prenotazione, in base a un numero ‘possibile' di ingressi e di persone che fruiscono degli ambienti. Una situazione, questa, dettata dall'aumento di contagi su tutto il territorio nazionale. Un Dpcm che, però, è stato fin da subito criticato da tutti i lavoratori sportivi, tra cui Massimo Tabarin del Centro Calcetto di Treviso: «E' meglio che non parli visto lo stato d'animo attuale, ma di certo non ce lo aspettavamo. Ho ricevuto ormai centinaia di chamate in questi giorni, da parte di squadre e singoli amatori delusi...E' dunque una situazione che fa arrabbiare un po' tutti».

«"Giù le mani dallo sport!" - dichiara invece Massimiliano Cattarin, Team Manager del Calciotto TV e Team Manager della Nazionale Italiana Calcio a 8 FIM - Questo il titolo a caratteri cubitali che dovrebbe campeggiare sulle prime pagine di tutti i quotidiani! Da sempre, e con il riconoscimento di tutte le autorità sanitarie e scientifiche mondiali che oggi magicamente tacciono perché l'interesse economico forse va in un'altra direzione, lo sport ha apportato benefici sulla salute delle persone, benefìci sia fisici che psichici a grandi e piccini, aumentando le difese immunitarie e contribuendo in maniera fondamentale anche alla crescita ed allo sviluppo sociale, delle comunità e dei territori».

«Proviamo dunque imbarazzo e vergogna per loro a sentire che il Governo vuole chiudere lo sport amatoriale e dilettantistico, tra l'altro per la seconda volta in pochi mesi. Secondo i dati del Ministero della Salute, sul totale delle persone contagiate in Italia soltanto il 4% dei focolai rilevati sono imputabili alle attività ricreative e di questi solo una parte ancora inferiore al gioco del calcio. Ma di cosa stiamo parlando allora? Non si parla solo di sport e divertimento, ma anche di migliaia di persone che lavorano con e per lo sport su tutto il territorio nazionale, di società che hanno fatto investimenti importanti e che rappresentano dei punti di riferimento importantissimi nei territori ed ancor di più nelle periferie spesso dimenticate. Un'altra chiusura vorrebbe dire la fine di migliaia di società sportive in Italia che già oggi sopravvivono per grazia divina, vorrebbe dire mettere sulla strada migliaia di persone e di famiglie che hanno fatto dello sport il loro lavoro e la loro ragione di vita».

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«Dopo la chiusura forzata di 123 giorni causa lockdown nella scorsa primavera, come Calciotto Tv noi abbiamo riaperto i campi di Morgano lo scorso 29 giugno rispettando al massimo tutti i paletti imposti dai protocolli. Dalla misurazione della temperatura corporea al registro presenze, come rilevato anche dalle forze dell'ordine nel corso di un controllo di routine: "Tutto ok, buon senso e divertitevi" ci hanno detto dopo il controllo. In questi tre mesi e mezzo di riapertura abbiamo poi avuto migliaia di contatti e zero, ripetiamo, zero casi di positività al Covid-19. Su quale base, quindi, il Governo ci minaccia la chiusura degli impianti sportivi allora? Per ritrovarsi poi come a maggio e giugno scorsi quando gli impianti dovevano restare chiusi ma tutti giocavano tranquillamente nei parchi, nei campetti delle parrocchie o nei parcheggi di periferia? Lo ripetiamo: giù le mani dallo sport! E caro Ministro dello Sport, per la cronaca i "collaboratori sportivi" avanzano ancora il famoso bonus di 600 euro e, a distanza di mesi, non sappiamo cosa farcene delle mail di "Sport e Salute" (l'ultima è datata 6 ottobre). Si unisca a noi e difenda lo sport in Italia con tutte le sue forze!».

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