Disabilità, sport e tutele giuridiche: un successo il convegno del Comitato Paralimpico

Si sono affrontate le tematiche dell'accesso allo sport per soggetti con disabilità e delle loro relative tutele giuridiche oggi previste

Un convegno per affrontare le tematiche dell'accesso allo sport per soggetti con disabilità e delle relative tutele giuridiche previste per persone con disabilità (sia sportivi che non), organizzato nei giorni scorsi da AIGA Treviso (Associazione giovani Avvocati), presieduta dall’avv. Valentina Billa, con il coinvolgimento di molti professionisti, associazioni, il Comitato Paralimpico Italiano e con il supporto della Fondazione Aiga Tommaso Bucciarelli.

“Una delle problematiche affrontate durante la serata è la mancata applicazione effettiva della normativa, pur esistente, sulle tutele giuridiche per persone con disabilità (ad esempio L. 67/2006), chespesso non è nemmeno conosciuta – dichiara l’avv. Elisa Davanzo, direttivo AIGA e organizzatrice del convegno - Altra questione rilevante attiene agli ausili e agli ostacoli per ottenere tali ausili anche alla luce dei costi (ad esempio una carrozzina costa 15000 euro). Su questo punto esistono due categorie di persone con disabilità, per così dire di serie A  e di serie  B: i primi ottengono gli ausili tramite l'Inail senza sopportare i relativi costi, mentre i secondi tramite l'Inps beneficiano solo di uno sgravio fiscale. E' necessaria dunque una normativa che uniformi ed equipari a 360 gradi le persone con disabilità e l'accesso a tali ausili.”

“E’ stato molto interessante affrontare il tema sport e disabilità non dal solito punto di vista socio-sanitario bensì dal lato giuridico, che ha fatto emergere come lo sport, e la possibilità di accedervi per le persone con disabilità, sia essenzialmente un diritto che, in quanto tale, se soddisfatto contribuisce alla piena integrazione dei disabili nella società – afferma Davide Giorgi, Consigliere Nazionale CIP Delegati Area Nord – Il diritto allo sport è spesso negato a causa delle barriere architettoniche, a difficoltà legate al trasporto e alla mobilità, alla limitazioni a volte poste dalle stesse società sportive, solo 3% dei disabili in Italia vi accedono. Gli avvocati hanno fornito strumenti e indicazioni specifiche su normative giuridiche che facilitano questo accesso e tutelano i diritti delle persone con disabilità, supportando anche le amministrazioni locali e le società alla loro applicazione.”

Negli anni, i casi di tutela giudiziaria  (in via generale per persone con disabilità e non solo di sportivi con disabilità) non sono stati molti perché la normativa,  pur esistente, non è sufficientemente conosciuta. Dal 2006 ad oggi (12 anni) solo 60 persone con disabilità si sono rivolte a Tribunale Monocratico per ottenere la cessazione del comportamento discriminatorio e il risarcimento del danno. “L’estensione di tali tutele nell’ambito dello sport e disabilità ha visto grandi passi in avanti e in questo il Cip ha svolto e svolge un ruolo fondamentale (specie da quando è divenuto un ente pubblico) - prosegue l’avv. Davanzo - Anche le paralimpiadi hanno contribuito a dare maggior visibilità agli atleti con disabilità e quindi a promuovere una campagna di sensibilizzazione (si è tenuta a Roma Tiburtina la giornata nazionale dell'orgoglio paralimpico con ospiti atleti paralimpici medagliati e non, e vari testimonial quali BebeVio e Alex Zanardi).”

Anche le associazioni svolgono un ruolo fondamentale nell'accesso allo sport delle persone con disabilità, operando in sinergia con il CIP, in tale senso significative le testimonianze, durante il convegno di Eddy Bontempo presidente UILDM Treviso e della squadra dei Treviso Bulls e Paolo Barbisan presidente di PDM (Polisportiva Disabili Marca). Tra i relatori anche l’avv. Massimo Rolla del foro di Perugia, segretario del dipartimento di Diritto Sportivo della Fondazione Aiga e il prof. Paolo Moro docente di filosofia del diritto all’Università di Padova intervenuto sul tema diritto allo sport e etica dello sport. 

convegno AIGA-2

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus, c'è la prima vittima a Treviso: è una donna di 75 anni

  • Lascia un biglietto d'addio poi si toglie la vita a soli 39 anni

  • Malore fatale al lavoro: padre di due bambini muore a 31 anni

  • Trovata morta nella culla a soli 5 mesi: addio alla piccola Azzurra

  • Operaio con febbre alta: «Ero a Vo'». Dipendenti tutti a casa alla "Breton"

  • Coronavirus a Treviso, 12 persone positive al tampone: scatta l'isolamento

Torna su
TrevisoToday è in caricamento