Da promessa del basket all'amputazione di una gamba: ecco la storia del 19enne Drilon

Un tumore ha costretto il giovane cestista a viaggiare dal Kosovo a Milano per essere operato. Ma la solidarietà si è allungata fino alla Marca dove gli zii chiedono aiuti per le cure

L’arrivo di Drilon a Silea trasportato dagli operatori del Suem di Treviso

Cristina Franzin, nota cantante lirica trevigiana, ha promosso in questi mesi una bella iniziativa di solidarietà per Drilon Berisha, 19enne promessa del basket in Kosovo, mobilitando Istituzioni e associazioni per alleviare i gravi problemi del giovane campione. Ne è così nato un comitato spontaneo, formato, oltre che da Franzin, anche da: Angela e Stefania Bonduan di “Gens Nova O.d.V.”, Amita Beqiri del “Canoa Club Sile” ed altre persone del mondo imprenditoriale e della comunicazione. Il primo obiettivo del gruppo è stato il trasporto di Drilon da Milano a Silea, dove risiedono gli zii e dove lo aspettavano i genitori.

Drilon è stato infatti operato l’8 maggio scorso all’istituto traumatologico “Gaetano-Pini” di Milano dove ha subito l’amputazione della gamba sinistra a causa di un condrosarcoma al perone, un tumore maligno che, vista la gravità, non poteva essere operato nel suo Paese. L'intervento è stato sostenuto grazie ai sacrifici della famiglia e degli zii che risiedono da oltre vent’anni tra Treviso e Silea e, grazie al prezioso intervento di Francesco Benazzi, Direttore Generale delll'Aulss 2, è poi intervenuto il Suem 118 di Treviso e Drilon è così arrivato a casa lo scorso venerdì, tra le lacrime e gli abbracci dei familiari. A Silea, successivamente, si è poi messa in movimento il sindaco Rossella Cendron con l'assessore Francesco Biasin, accogliendo il ragazzo e rendendosi disponibile per fornire il supporto per la degenza postoperatoria. Ora per lui comincia la "fase 2", ossia la terapia postoperatoria e soprattutto la riabilitazione.

Il Comitato, che continuerà a stare al fianco di Drilon e della sua famiglia, non può quindi «che porgere un caloroso ringraziamento per gli aiuti e lo slancio di solidarietà che si sono creati intorno allo sfortunato ragazzo, a partire dall’intera equipe medica che ha effettuato l’intervento e formata dal Primario Dott. Daolio, dai suoi assistenti il Dott. Bastoni, il dott. Giardina, il dott. Zacconi, le dottoresse Bartoli, Marini, Spinelli, dagli specializzandi medici Fabio, Sonia, Federica e Federico, dalla coordinatrice Dott.ssa Natalina Carè, dagli infermieri  Concetta, Clemente, Angela, Carmela, Angela, MariaStella, Daniela e dagli operatori socio-sanitari Maria e Mina».

In collaborazione con il Comune di Silea si cercherà ora una nuova abitazione, al piano terra, per la sua famiglia. «Chiederemo di attivare la tessera sanitaria temporanea prevista per chi necessita di cure mediche specifiche da effettuare in Italia - continua il Comitato - Con la Direzione Sanitaria di Treviso e il Centro di Milano, dove è stato operato, capiremo di quali supporti medici avrà bisogno e di conseguenza ci attiveremo. Parte importante del percorso di riabilitazione sarà lo sport e siamo certi che Drilon riprenderà a Treviso la carriera che aveva dovuto interrompere in patria per la grave malattia. E’ un ragazzo forte e determinato, pieno di positività che lo aiuterà in questa difficile fase della sua vita.

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