Esorcizzare il Coronavirus, la necessità aguzza l'ingegno: le atlete si allenano

Il capitano del Giorgione, De Bortoli: «Non sapendo ancora quale sarà la decisione della federazione sul proseguo del campionato, stiamo cercando di mantenerci il più possibile in allenamento svolgendo in casa esercizi dati dal nostro preparatore Simone Piccolo»

Eva Ravazzolo

Il coronavirus incide nelle nostre vite, sotto varie forme. Da fine febbraio a oggi il cambiamento dello stile di vita è stato tanto progressivo quanto necessario e, probabilmente, non arriverà nel breve periodo a un punto di svolta. È una situazione che coinvolge il mondo intero assumendo in alcune aree geografiche tratti evidentemente drammatici. Ogni ulteriore commento e predizione del fenomeno è bene lasciarlo agli esperti del settore. Quel che è certo è che la ricaduta sociale è tangibile e presenta tratti inediti che ognuno interpreta come meglio può. Alla Giorgione Pallavolo ogni atleta, dal settore giovanile alla prima squadra, ha ricevuto un piano di lavoro da svolgere entro i confini domestici nell’intento di mantenere il più possibile lo stato di forma costruito sino a inizio marzo. Se la stagione sportiva riprenderà, al momento non è dato a sapersi. A oggi si sa soltanto che sono state annullate le finali nazionali giovanili, alle quali Castelfranco puntava ad arrivare con almeno una formazione, ed è annullato il Trofeo delle Regioni. 

«Non sapendo ancora quale sarà la decisione della federazione sul proseguo del campionato, stiamo cercando di mantenerci il più possibile in allenamento svolgendo in casa esercizi dati dal nostro preparatore Simone Piccolo – spiega il capitano della B1 Giorgia De Bortoli -. Una parte della giornata è dedicata all’attività fisica cercando di sostituire le attrezzature da palestra e i pesi con oggetti di uso domestico come ad esempio le casse d’acqua». La necessità aguzza l’ingegno. È una situazione d’emergenza ed è lodevole notare come ogni atleta continui ad allenare se stesso allenandosi, in qualche modo, anche ad arrangiarsi (nella foto sotto Eva Ravazzolo alle prese con il sollevamento cani): «Dal punto di vista sportivo, se la stagione finisse qui, dobbiamo ammettere che per noi comporterebbe una grossa delusione – anticipa il presidente De Marchi - Con la prima squadra in piena zona play off per l’A2, il settore giovanile in lizza per le finali nazionali in almeno una categoria, il palazzetto pieno e gli sponsor coinvolti, non è facile accettare uno stop imposto dall’esterno. Di sicuro, se ciò accadesse e sponsor permettendo, ci adopereremmo per ripartire ancora da protagonisti. Per il momento però, priorità massima all’emergenza sanitaria e sociale. Il contribuire in ogni modo al porre fine a questa pandemia è un imperativo per ognuno di ogni di noi».

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