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Mister Mungo

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Mister Mungo lascia libera la panchina del Gruppo Fassina

Nonostante una salvezza rocambolesca agguantata ai play-out mister Mungo ha deciso di lasciare l'incarico a Mareno di Piave

MARENO DI PIAVE "Non sarà più il coach del Gruppo Fassina, ma, lo sappiamo bene, è e resterà per sempre il nostro mister!". Giuseppe “Beppe” Mungo e il Gruppo Fassina Calcio a 5 per la prossima stagione si “separano”, ma quel filo rimarrà per sempre attaccato al suo cuore a tinte gialloblù. Il team di Mareno di Piave, dunque, per il 2015-2016, avrà un nuovo allenatore, che sarà annunciato nelle prossime ore. Doveroso, tuttavia, rendere omaggio al mister, capace anche nella stagione appena conclusa di rimettersi in gioco e di “tuffarsi” nella scommessa di salvare la squadra dalle acque torbide della retrocessione.

- Mister Mungo, nel ringraziarti per la totale disponibilità dimostrata nei confronti del Gruppo Fassina, che cosa sottolineare di questa intensa stagione appena passata?
“E’ stata una stagione molto travagliata e difficile, giocata con una sorta di handicap che ha pesato moltissimo sul rendimento della squadra anche quando la situazione tecnica era molto migliorata. La difficoltà maggiore è stata quella di riuscire a costruire qualcosa avendo come base solo macerie, a cominciare dai rapporti tra i giocatori, l’assenza di leadership nello spogliatoio, il gap generazionale tra giovani e vecchi, l’assenza completa di autostima e di un sentire e pensare comune. Se a queste considerazioni si aggiungono l’ultimo posto in classifica, la confusione tecnico-tattica e la scadente condizione fisica, si capisce come la situazione al mio arrivo fosse davvero molto difficile”.

- Sotto quali aspetti la squadra è migliorata di più nel corso del tempo dal tuo arrivo?
“E’ chiaro che, partendo dalla situazione appena descritta, era possibile solo migliorare. L’incognita risiedeva semmai nel dubbio di riuscire a fare in tempo a risollevarci. La squadra è andata via via migliorando grazie agli innesti di giocatori come Ayose e Vitor e alla ricollocazione tattica di Vinicius e Ortega. Nel finale di stagione è stato determinante anche il contributo dei giovani e di un portiere come Bastini, finalmente libero da infortuni e concorrenza. Infine determinante è stato anche il lavoro di Ugo Franceschini, persona che conosce come pochi ogni piccolo segreto del futsal”.

- Pensi che con qualche ritocco questo gruppo possa ottenere risultati migliori nel 2015-2016?
“Purtroppo il nostro campionato è durato solo un girone (di ritorno), ma se avessimo avuto un altro girone penso che avremmo potuto scalare la classifica. Da questa considerazione bisogna partire per programmare l’annata che verrà, senza fare follie, ma anche cercando di mantenere l’intelaiatura di quest’anno”.

- Che cosa ti senti di dire al popolo gialloblù e cosa provi visto che le strade tue e del Gruppo Fassina per ora si “allontanano”?
“Innanzitutto la mia strada non si divide da quella del Gruppo Fassina. Semplicemente e onestamente devo constatare che i miei impegni lavorativi e familiari mi impediscono di continuare a svolgere questa attività. Dopo 545 panchine complessive e, tra l’altro, dopo sette stagioni al Fassina, penso che sia giusto lasciare l’onere e l’onore di guidare la squadra gialloblù a qualcun altro. Nel mio piccolo continuerò dare  consigli e a dire la mia sempre per il bene della squadra”.

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