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Un atleta con i sensori Motux alla Maratona del Santo

Un atleta con i sensori Motux alla Maratona del Santo

L'azienda trevigiana Motux e l'UniPd: binomio tecnologico per i runners

Alla Maratona del Santo di Padova per la prima volta si sperimenta una rete di sensori (Sen-Six) per rilevare i movimenti degli sportivi

RIESE PIO X Si chiama Sen-Six ed è il sesto senso per gli sportivi, il nuovo prodotto tecnologico made in Treviso che potrebbe rivoluzionare il mondo dello sport. Proprio per questo, al fine di garantire un funzionamento sempre migliore del software e dei sensori, il team ha deciso di sperimentarlo direttamente in corsa, alla Maratona del Santo.

Per la prima volta alla maratona di Padova si è quindi eseguito un test su un runner monitorandolo con ben nove sensori inerziali. L’obiettivo è stato quello di registrare più informazioni possibili sui movimenti del corpo in corsa. I sensori sono stati posizionati due per arto e uno sulla nuca. L'acquisizione di accelerazioni e spostamenti angolari in tre dimensioni dovrebbe chiarire tutta la fluidità (o la fatica) durante la corsa di un maratoneta. È da segnalare inoltre che è la prima volta che viene compiuto un esperimento di questo genere a livello nazionale. Il runner in questione (che ha concluso il tracciato in 3 ore e 48 minuti) è il Dottor Marco Bergamin, coordinatore dell’equipe di ricerca universitaria che da qualche tempo testa lo sviluppo dei sensori inerziali, realizzati da Motux (azienda trevigiana, con sede in via Toti a Vallà di Riese Pio X, che fa parte del gruppo 221e Srl).

L'idea di partecipare all'evento internazionale nasce dalla collaborazione fra Motux S.r.l. e la struttura complessa Medicina dello Sport e dell'Esercizio. Il gruppo di lavoro è composto  da Edy Vettoretto e Thomas Antonello, rispettivamente software designer e ingegnere elettronico di Motux, e da un team di ricercatori dell'Università di Padova. Questi ultimi sono diretti dal Prof. Marco Zaccaria, e coordinati sul campo dallo stesso Dott. Marco Bergamin e dal Prof. Andrea Ermolao, entrambi coadiuvati dai Dott.ri Gobbo e Vendramin. “L'intesa tra l’università di Padova e Motux nasce dall’effettivo riconoscimento dello strumento come dispositivo innovativo – spiegano Vettoretto e Antonello - capace di registrare i movimenti e successivamente, tramite apposito software, dare indicazioni sulle prestazioni e i movimenti eseguiti”. Le piccole dimensioni e la leggerezza del sensore (meno di 16 grammi) ne consentono un facile utilizzo sia durante l’attività fisica, che durante l’applicazione di protocolli di analisi biomeccanica. “Lo strumento, a breve in commercio – chiudono - ha le potenzialità per diventare un sistema di riferimento nella valutazione funzionale in molteplici contesti sanitari, di ricerca ed in ambito sportivo”. 

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