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Un'immagine della manfestazione

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Alla Polisportiva Terraglio la Festa dello sport paralimpico veneto con Bebe Vio

La festa del CIP Veneto ha premiato i campioni paralimpici tornati da Rio, tra i quali la moglianese Bebe Vio. Assente invece Alvise De Vidi, purtroppo indisposto

MOGLIANO VENETO Festa grande, domenica pomeriggio con oltre 300 invitati, alla Polisportiva Terraglio di Mestre. Con “ValoRIOsi” – questo il titolo della manifestazione presentata dall’inviato di Striscia la notizia Moreno Morello – sono stati premiti 9 degli 11 atleti veneti che hanno partecipato agli ultimi Giochi in Brasile: Bebe Vio (medaglia d’oro nel fioretto individuale e bronzo a squadre), Francesca Porcellato (bronzo nell’hanbike a cronometro a squadre e argento su squadra), Francesco Bettella e Xenia Francesca Palazzo (nuoto), Michele Ferrarin (triathlon), Andrea Borgato e Michela Brunelli (tennis tavolo), Marta Zanetti (vela) e Nadia Fario (tiro a segno). Assenti giustificati Alex Zanardi, che domani compie 50 anni, e Alvise De Vidi, indisposto.

A ringraziarli per l’impegno e i risultati ottenuti, soprattutto per aver portato in alto i valori dello sport, sono stati il presidente del Veneto, Luca Zaia, il presidente nazionale del Cip, Luca Pancalli, e regionale, Ruggero Vilnai, e il numero uno del Coni regionale Gianfranco Bardelle. Prima di raggiungere il palasport, dove si è tenuta la cerimonia, il presidente Zaia ha voluto visitare l'impianto di via Penello alla Favorita, centro sportivo e riabilitativo d’eccellenza in Veneto, accompagnato dal presidente Davide Giorgi che a Zaia ha illustrato le caratteristiche della struttura e le attività svolte.

In Veneto abbiamo 130 società e 1.100 atleti agonisti. Ciò che è sorprendente è che dopo gli ultimi Giochi stiamo ricevendo una miriade di telefonate di persone disabili che chiedono come si faccia a praticare attività sportiva. Lo sport serve a ripartire, a rimettere in moto il corpo, lo spirito e la mente dopo una caduta”, ha detto Vilnai. “Il segreto di questo fenomeno in veneto è il volontariato, con una persona su cinque che si impegna in favore degli altri, e una presenza capillare sul territorio delle associazioni che hanno creato dei vivai, veri e propri serbatoi di ragazzi simbolo di forza, tenacia, voglia di fare, determinazione. Sono esempi per tutti noi”, ha sottolineato Zaia. “Il mondo paralimpico ha la sua mission nel creare delle occasioni di competizione sportiva, ma prevalentemente di comunicare la voglia di vivere e ridare la speranza che è possibile sognare una nuova vita anche da un letto di ospedale. Noi vogliamo contagiare il mondo”, ha spiegato Pancalli. “Lo sport spinge oltre gli ostacoli e supera le difficoltà, Ci rende tutti migliori e tutti uguali, ci fa crescere come persone e ci fa stare tutti assieme”, ha aggiunto Bardelle.

Bebe Vio, che alla Polisportiva Terraglio fa la preparazione atletica seguita dal personal trainer Claudio Pavanello, come sempre ha distribuito sorrisi e trasmesso gioia e carica esplosiva in quantità. “Lo sport per me è tutto, è ciò che ha reso bella la mia vita. Mi piace e mi diverto. La vittoria più bella? Il bronzo con la mia splendida squadra – ha affermato – Il mio 2016, tra la Maturità a scuola, le Paralimpiadi, la sfilata a Parigi e il viaggio a Washington, è stato un anno duro e insieme stupendo, da incorniciare”. Ma è già tempo di guardare ai prossimi impegni: “Ora i riflettori si spengono. Da lunedì comincio a lavorare a Treviso. Il mio sogno è andare a vivere da sola. La presidenza del Cip nazionale? Sì, ci penso. Le Olimpiadi in Veneto o a Venezia, dopo la bocciatura di Roma? Non lo so, la vedo difficile, ma ci si può lavorare”.

Reduce dalla cena alla Casa bianca, dove ha strappato il celebre selfie con il presidente Barack Obama, la campionessa paralimpica ha commentato le critiche postate sui social network nei suoi confronti – “E’ normale che non si piaccia sempre a tutti” – e soprattutto incassato l’appoggio di Zaia dopo che nei giorni scorsi era stata difesa dal presidente del Consiglio Matteo Renzi: “Bebe è Bebe e non si tocca – ha ribattuto il governatore del Veneto – Questi sono dei perditempo che anziché stare tutto il giorno sul computer o sugli smartphone dovrebbero darsi da fare nelle associazioni accompagnando bambini e ragazzi praticare sport”.

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