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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Sport Ponte di Piave

A Ponte di Piave il ricordo dei campioni del ciclismo di una volta

Numerosi i ciclisti andati in pellegrinaggio in bici al “Tempio” complice anche una bella giornata di sole. Il gruppo più numeroso è stato come sempre la San Lazzaro Goppion

Giovedì si è svolta al Tempio del ciclista di Calderba la tradizionale commemorazione al campionissimo Fausto Coppi e il ricordo di tutti gli ex ciclisti della provincia di Treviso. In apertura della cerimonia il presidente dell’associazione Germano Bisigato ha consegnato il premio “La borraccia d’oro” al cinque volte campione del mondo di ciclocross Renato Longo. Il sindaco Paola Roma dopo il saluto e il suo ricordo al “Campionissimo” ha voluto omaggiare gli ospiti Remo Mosole, Carla Pinarello, Renato Longo e Flavio Zoppas.

Numerosi i ciclisti venuti in pellegrinaggio in bici al “Tempio” complice anche una bella giornata di sole, il gruppo più numeroso è stato come sempre la San Lazzaro Goppion caffè intervenuti con il presidente Raffaello Longo, saluti anche da parte del presidente provinciale della Federazione Ciclistica Italiana Giorgio Dal Bò, Bruno Battistella coordinatore della commissione pista nazionale, Renzo Ferrati consigliere nazionale Acsi e Walter De Martin (Museo del ciclismo dell’Alto Livenza  di Portobuffolè) L’appassionato di bici storiche Denis Sartor ha portato in mostra due bici Ciclo Piave: una del 1947 (con il cambio a bacchetta) e una del 1962 mentre con Alessandra Vanin appassionata di ciclo storiche (da poco tornata da Castellania) si è parlato della possibilità di avere ospite il prossimo 6 gennaio Faustino Coppi.

L’ASD Fausto Coppi  Polyglass (società organizzatrice) ha esposto la maglia N° 98 donata dal Velo Club Bustese, confezionata per ricordare i 100 anni dalla nascita di Fausto Coppi, la N° 1 è stata donata a  Faustino Coppi perché ci sono documenti che attestano il tesseramento di  Fausto e il fratello Serse con questa società. La cerimonia è terminata con l’esposizione delle foto nel Tempio di Italo De Zan e Piero Zoppas - ciclisti professionisti già deceduti - con la presenza dei famigliari.

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