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Sabato, 24 Settembre 2022
Sport Valdobbiadene

Aspettando il Rally della Marca: ecco l'intervista all'esperto driver Corrado Fontana

Tutte le riflessioni dell'esperto pilota lariano sul Campionato Italiano Wrc prima di affrontare il terzo episodio della serie nazionale, in programma dal prossimo 23 al 25 giugno

VALDOBBIADENE Al nastro di partenza del Campionato Italiano Wrc 2017 il nome di Corredo Fontana era sicuramente tra i più attesi e in questo avvio stagionale il pilota lariano non ha tradito i pronostici Tornato a competere per la serie nazionale, Fontana ha già realizzato due prestazioni di livello che, nonostante non gli siano valse il successo, hanno permesso al driver della Hyundai di intascare punti pesanti con un 4° posto nel Rallye d'Elba e un 3° nel Rally1000 Miglia. Queste le sue riflessioni sul CIWRC, aspettando il terzo episodio della serie il Rally della Marca in programma dal prossimo 23 al 25 giugno.

La gara che ti ha dato maggiori soddisfazioni in carriera e quella che vorresti fare, magari per toglierti una soddisfazione?

“Dal '93 ad oggi ho avuto una carriera abbastanza lunga e credo che le gare più belle le ho corse quando ho affrontato il mondiale. Ho avuto la fortuna nel 2001 di partecipare al mondiale Junior quando c'era anche Loeb, quindi mi sono potuto esprimere su gare di grande livello. Non ci sono esperienze che mi mancano da questo punto di vista.”

Archiviate le prime due gare di campionato qual'è il tuo bilancio? Speravate di fare meglio e dove potete arrivare?

“Il nostro obiettivo è quello di vincere il CIWRC. Era l'obiettivo iniziale e rimane quello attuale. Certo è che dopo due gare con due vittorie di Albertini la questione si è complicata, ma sappiamo di aver avuto dei problemi e crediamo di avere dei margini di miglioramento. L'obiettivo immediato è quello di essere più competitivi già dalla prossima gara rimanendo tra i primi. Qualche punto l'abbiamo già conquistato e adesso è arrivato il momento di vincere”

Quarto posto all’Elba e il terzo gradino del podio al Rally Mille Miglia. Adesso tocca al Marca...

“Il Rally della Marca l'ho vissuto molte volte, l'ultima nel 2012, quindi è passato qualche anno. Le prove sembrano essere sempre le stesse, due delle quali riescono a decidere l'intera gara. Per come la ricordo si tratta di una gara molto bella e tecnica, strade con molto grip dove ha sempre fatto molto caldo, ma con la variabile dei temporali improvvisi che possono cambiare la situazione. La Marca è un evento al quale partecipo sempre molto volentieri, anche se manco da molto, quindi ci sarà qualcosa da ripassare. É sempre stata una gara molto combattuta, che si decide su distacchi minimi”

Il campionato propone Stefano Albertini come leader, è lui il pilota da battere?

“Un pilota che fa due vittorie su due è necessariamente favorito. A Brescia sapevamo che sarebbe andato forte, mentre all'Elba tutto sommato non si è imposto con un grande distacco, piuttosto ha gestito la gara. É assolutamente lui il pilota da battere”

Un altra sfida suggestiva lanciata da questo CIWRC è quella con Paolo Porro, un duello diventato quasi un classico...

“Con Paolo oltre ad essere conterranei abbiamo i figli a scuola nella stessa classe, quindi condividiamo diverse cose oltre alle gare. Anche lui ha molta esperienza e ha frequentato spesso questo campionato. C'è una buona differenza anagrafica con i nostri rivali, soprattutto con Miele o altri che considero ragazzi molto giovani, nonostante io non mi senta un veterano considerando altri piloti molto più esperti come Paolo Andreucci”

Cosa pensi degli altri avversari nel CIWRC?

“Finalmente si è concretizzato quello che in molti speravamo: tutti i piloti che corrono con una Wrc uniti in una competizione unica. Questa la  trovo davvero una cosa molto positiva. La  competizione si è sicuramente arricchita perché ci sono molti piloti che possono puntare alla vittoria, sia del campionato che delle singole gare. Ci sono sempre almeno 6 o 7 piloti che possono puntare alla vittoria in ogni prova. Tutto questo è molto bello"

Quali giovani ti hanno impressionato maggiormente in questa fase?

“Ad oggi chi è riuscito a fare un grande salto di qualità è Simone Miele. Obiettivamente aveva già partecipato a qualche gara lo scorso anno e non era riuscito ad andare così forte. In questa stagione invece ha fatto bene da subito, anche in una gara del tutto nuova per lui come l'Elba. Poi c'è anche Giuseppe Testa, che paga lo scotto di una macchina nuova, ma potrebbe inserirsi anche tra noi per la vittoria di qualche gara prima della fine del campionato”

Quando si parla di Corrado non si può fare a meno di nominare papà Luigi. Raccontaci la vostra storia, con la curiosità di osservare anche la terza generazione della famiglia Fontana...

“Sicuramente siamo un caso un po' particolare in Italia. Io non mi considero più un ragazzino, come dicevo, perché ormai ho 40 anni. Ma corro con mio padre che partecipa alle stesse gare che faccio io ancora su ottimi livelli. Finché continua a divertirsi fa bene a proseguire nelle corse e rimanere un grande esempio per tutti. Questa è una passione che abbiamo sempre condiviso e che lui è riuscito a passarmi da quando ero bambino. Poi ci sarà Matteo, il mio figlio più grande. Lui è ancora molto giovane, perché ha appena 14 anni e stiamo iniziando a fargli fare le prime lezioni con la macchina stradale, ma c'è ancora del tempo per lui. Mi piacerebbe molto un giorno poter correre tutti e tre nella stessa gara, ma mancano almeno quattro anni ancora, quindi staremo a vedere”

Mentre nelle precedenti edizioni hai fatto delle gare spot, quest’anno corri tutto il campionato. La tua impressione sulla serie...

“Il format di questo campionato impostato su sei gare è molto interessante, perché si tratta di una soluzione più accessibile. L'importante è riuscire a raccogliere punti in tutte le gare senza esclusione. L'esempio è quello di Porro nella passata edizione, che riusci a vincerne alcune, salvo poi perdere il campionato prendendo qualche 0. Non sono permessi passaggi a vuoto e l'importante è non commettere errori”

Il feeling con la Hyundai è sicuramente cresciuto. Quanto margine di miglioramento rimane?

“Il feeling era già buono il primo anno, dopo aver fatto un buon lavoro di messa a punto e assetti per le varie gare. Lo scorso anno ho corso poco e ho avuto diversi problemi. Ho digerito male il passaggio dalle vecchie alle nuove gomme Pirelli, proprio perché lo scorso anno abbiamo accumulato pochi chilometri con questa nuova tipologia di pneumatici. Quest'anno sono voluto rimanere con Pirelli, perché mi considero a tutti gli effetti un pilota Pirelli e insieme a loro stiamo cercando di trovare la quadratura giusta per riuscire a fare bene con la Hyundai. Per questo credo si possa fare ancora un salto di qualità".

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