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Un semiasse spezza il sogno di Zanin alle Canarie

Il secondo atto dell'europeo vede il pilota di Conegliano brillare in avvio, il migliore in apertura, per poi essere tagliato fuori dalla lotta per un guasto tecnico.

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

Doveva essere un Rally Islas Canarias votato al riscatto ed invece Mattia Zanin si vede costretto a masticare amaro pure in occasione del secondo round del FIA European Rally Championship, quello concluso nella giornata di ieri. Pronti, via ed il portacolori di ACI Team Italia, sostenuto da Xmotors Team, sorprendeva tutti sulla spettacolo del Giovedì sera, firmando lo scratch ed andando al comando dello Junior. “Siamo partiti bene e ne eravamo felici” – racconta Zanin – “ma quanto abbiamo fatto Giovedì non era importante. La gara entrava nel vivo dal Venerdì e puntavamo a non ripetere l'errore dell'Ungheria, confidando nel buon avvio avuto sui pochi chilometri della speciale spettacolo.” Ma la dea bendata aveva già scritto un destino diverso per il pilota della Peugeot 208 Rally4 curata da MS Munaretto, condivisa per l'occasione con Elia De Guio, ed il cedimento di un semiasse, sul primo tratto cronometrato del Venerdì, gettava tutti nello sconforto. Con la classifica ormai compromessa il coneglianese rientrava per l'ultima frazione di gara, quella del Sabato, con la formula del super rally, dimostrando tutto il proprio valore. Una costante progressione gli consentiva di mettere in atto una buona rimonta che lo portava, con la complicità di disavventure altrui ma anche grazie al terzo parziale sulla power stage conclusiva, a risalire fino alla decima piazza tra gli Junior. “È stata una gara complicata” – aggiunge Zanin – “ma eravamo partiti con il piede giusto. Sulla prima del Venerdì si è rotto il semiasse anteriore sinistro e la nostra giornata si è conclusa. Al Sabato, rientrati con il super rally, abbiamo faticato ad esprimerci al meglio, per un setup non del tutto ottimale che causava troppa usura sulla gomma. In ventisette chilometri, partiti con gomma nuova, ci siamo trovati sulle tele. Il secondo giro di prove è stato leggermente migliore e questo ci ha permesso di segnare il terzo in power stage. Nel complesso possiamo dire che è stata un'altra gara sfortunata ma, dal canto nostro, abbiamo provato a fare il massimo.”

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