Bocciofila di Sernaglia a rischio chiusura dopo 50 anni, appello del Comune per salvarla

Il sindaco: «Sarebbe davvero un peccato se il patrimonio di valori e storia del territorio costruito in questo mezzo secolo dalla bocciofila San Antonio si dovesse disperdere»

Il gruppo della bocciofila di Sernaglia

La società bocciofila San Antonio festeggia mezzo secolo di vita e annuncia di essere “costretta” a chiudere i battenti. L'Amministrazione comunale di Sernaglia della Battaglia, nel ringraziare il sodalizio per quanto ha dato alla comunità in termini di prestigio e partecipazione, lancia dunque un appello per un “ricambio generazionale” che permetta alla bocciofila di continuare a vivere. "1970-2020. 50 anni insieme. Grazie a tutti” è quanto si leggeva sullo striscione che ha fatto da sfondo al recente pranzo conviviale organizzato dalla Bocciofila San Antonio di Falzè di Piave, al quale ha partecipato anche l'Amministrazione comunale che non intende rassegnarsi allo scioglimento della società a causa dell'assenza di un necessario ricambio nelle posizioni di vertice.

La Bocciofila San Antonio venne fondata nel febbraio 1970 da alcune persone che erano solite frequentare l’osteria “Mira Piave” (dalla Gina) a Chiesuola, e che giocavano alle bocce, i cui campi erano all'epoca presenti praticamente in tutte le osterie. I primi soci si tesserarono alla Ubi, ora Fib (Federazione italiane di bocce). Il primo presidente fu Angelo Simoni e il primo direttivo era composto anche da Lionello Frare, Teresio Frare, Davide De Nardi, Bruno De Vecchi, Angelo De Vecchi ed Egidio Breda. I presidenti succedutisi negli anni al timone della società sono Elia Frare (deceduto, come Simoni), Gelindo Frare, Lionello Frare, Gino Soldera, Pietro D’Ambrosi, Luigi Signorotto, Angelo Franceschet, Gervasio Soldan e Edy Negro. La San Antonio intraprese l'attività giovanile negli anni '80 e '90, con ottimi risultati (Franco Buosi convocato in nazionale giovanile con il secondo posto ai Mondiali in Francia, Lino Frare e Franco Buosi 3° posto ai Campionati italiani a Gorizia, e altri risultati con i 20/25 giovani tesserati in tutte le gare nazionali in Piemonte e Liguria e nelle gare trivenete). I giovani di allora hanno poi dato continuità all'attività giovanile facendo gli istruttori ai loro figli e ad altre nuove leve. E così i risultati nelle gare nazionali e trivenete sono stati eccellenti, con diversi piazzamenti nelle varie categorie dei campionati italiani. La bocciofila è stata sempre attiva anche nella categoria “Senior”, con tante vittorie e piazzamenti in tutte le gare e campionati di specialità e società (serie B e C nazionali). Lino Frare detiene dal 2015 il record italiano nella specialità “tiro di precisione“. Diversi giocatori sono stati promossi, per i risultati acquisiti, nelle categorie “A” e “B”.

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Ai festeggiamenti per i 50 anni erano presenti quasi tutti i giocatori in organico, sponsor, sportivi e soci sostenitori, il presidente del Comitato regionale Fib Giorgio Marian, il delegato provinciale Fib Antonio Guizzo e, per l'amministrazione comunale, l'assessore Eleonora Antoniazzi. «Vogliamo cogliere l'occasione per ringraziare tutti coloro che in questi cinquant'anni ci hanno aiutato con il loro sostegno economico» ha detto Teresio Frare. Parole che rischiano di suonare come un commiato poiché la Bocciofila San Antonio non vede un futuro davanti a sé a causa del mancato ricambio nei principali ruoli societari. Una prospettiva fosca che l'Amministrazione comunale sta cercando come può, ovvero appellandosi agli appassionati di questo sport, di cambiare: «Sarebbe davvero un peccato se il patrimonio di valori e storia del territorio costruito in questo mezzo secolo dalla bocciofila San Antonio si dovesse disperdere – affermano il sindaco Mirco Villanova e l'assessore Antoniazzi, a nome di tutta la giunta – perciò chiediamo agli appassionati di bocce del nostro territorio di essere vicini a questa che è l'unica bocciofila del nostro Comune e di farsi avanti per proseguire la sua storia e la sua attività».

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