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2006 - 20 giugno 2006 Benetton vs Climamio 69-68 (Foto Ciamillo e Castoria - La Presse)

È di nuovo tempo di Treviso-Fortitudo, la storia della sfida e il suo significato per un trevigiano

Domenica ritorna al Palaverde la sfida tra le nobili decadute Treviso Basket e Fortitudo Bologna. Trasferta vietata però anche in questa occasione ai tifosi ospiti

TREVISO È il 20 giugno del 2006, al Palaverde si sta giocando la decisiva gara 4 di finale scudetto tra Benetton Treviso e Fortitudo Bologna. Restano ancora 7 secondi da giocare e il tabellone recita 69-68 in favore della Benetton dopo un tiro libero di Ramunas Siskaukas. Un ventenne di nome Marco Belinelli ha tra le mani l’ultimo possesso che può valere il sorpasso e la conseguente vittoria di Bologna ma scivola sul parquet e l’ultimo disperato tentativo da metà campo di Yakhouba Diawara si spegne sul ferro, consegnando a Treviso il quinto Scudetto della sua storia. Da questo momento diventa difficile spiegare a parole cosa succede nelle ore successive: si verifica immediatamente un’invasione di campo dei tifosi trevigiani, allora denominati “Rebels”, mentre partono i cori di sfottò contro i tifosi avversari presenti nel settore ospite, costretti a vedere gli acerrimi rivali festeggiare tra euforia e bottiglie di Prosecco il trofeo appena vinto. La festa si propaga poi in centro storico e soprattutto in Ghirada, dove i cori dei tifosi rimbombano fino alle prime luci dell’alba e i muri della Città Dello Sport si riempiono di epigrafi ironiche raffiguranti la squadra battuta poche ore prima: la Climamio Bologna.

Basterebbe questo aneddoto per capire che la sfida tra Treviso Basket e Fortitudo Bologna rappresenta un qualcosa che oltrepassa di molto la semplice rivalità sportiva ed entra in un campo che per certi versi è metafisico. Ogniqualvolta queste due squadre si incontrano, il risultato finale è la parte del match che meno interessa perché sugli spalti delle due tifoserie si vive in un mondo parallelo fatto di ricordi, emozioni, gioie, dolori, vittorie, sconfitte; una sorta di invito all’ateismo, come direbbe l’avvocato Buffa. Molti potrebbero chiedersi come abbia avuto origine il tutto e la risposta da dare non è semplice. Sicuramente Treviso e Bologna sono due città che condividono due culture abbastanza differenti, nonostante una distanza geografica non troppo ampia. Se a ciò si aggiunge il fatto che in un arco temporale di quasi vent’anni le due squadre hanno dominato contemporaneamente i palcoscenici della pallacanestro italiana ed europea, spartendosi la bellezza di 7 Campionati di Serie A, 9 Coppe Italia, 2 Coppe Saporta e 6 Supercoppe, si fa presto a trarre una conclusione.  Non solo, i trofei in questione sono stati vinti spesso l’uno contro l’altro, basti pensare che quattro dei cinque scudetti di Treviso sono arrivati a discapito della Fortitudo, mentre i bolognesi hanno conquistato il primo dei loro due scudetti proprio contro la Benetton nel 2000.

Per ogni grande sfida che si rispetti, ci sono dei giocatori altrettanto formidabili alle spalle. Treviso-Fortitudo è stata la sfida dei fenomeni a livello nazionale e internazionale, dimostrandosi lo spot numero uno per il basket Italiano nel mondo. Williams, Pittis, Edney, Marconato, Garbajosa, Wilkins, Fucka, Myers e Basile, fino ad arrivare agli ultimi anni ad alti livelli con Bargnani e Belinelli. Questi sono solo alcuni dei campioni che hanno indossato una delle due maglie, facendo innamorare le due tifoserie e contribuendo a incrementare la rivalità e anche le tensioni tra le due squadre, perché di momenti bui ce ne sono stati. Un esempio è gara 3 della finale scudetto del 2002: la Benetton di Mike D’Antoni si appresta a vincere la partita e, di conseguenza, lo scudetto. Tuttavia ad un minuto dalla fine avviene un’invasione di campo da parte della Fossa Dei Leoni, il tifo organizzato bolognese. Le squadre rientrano negli spogliatoi e a nulla vale l’appello fatto al microfono dal coach della Fortitudo Matteo Boniciolli; la partita viene sospesa ed assegnata a tavolino a Treviso con il risultato di 20-0.

È dunque chiaro che non si tratta di una gara comune. Sembra inoltre che le acerrime rivali siano accomunate dal destino. Nel 2009 la società sportiva Fortitudo ha dichiarato il fallimento ed è ripartita dalle serie minori, mentre Treviso ha aperto un nuovo ciclo dal 2012 dopo l’addio della famiglia Benetton. A distanza di anni dall’ultimo scontro, nella scorsa stagione di Serie A2 le due squadre si sono ritrovate avversarie sia nella regular season che nei playoff, dove la Fortitudo ha vinto una serie caratterizzata più per le polemiche extra campo che per la posta in palio. Questa stagione il match arriva già alla quarta giornata di campionato. Tuttavia non può che esserci un grande rammarico per la recente decisione di vietare la trasferta ai tifosi bolognesi anche in questa occasione, obiettivamente Treviso-Fortitudo senza le due tifoserie presenti contemporaneamente al palazzo perde un po’ di significato. L’auspicio è che vengano trovate al più presto delle soluzioni concrete che consentano la presenza di entrambe le tifoserie ma al tempo stesso garantiscano uno spettacolo esclusivamente sportivo, così facendo ci guadagnerebbero tutti quanti, compreso il campionato stesso a livello mediatico.  A questo punto non resta che dire: che vinca il migliore!

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