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Rucker Sanve, un’altro nuovo arrivo alla corte di coach Mian: ecco Giacomo Bloise

Il play 28enne, comasco nato ad Erba, proviene da Varese dove ha disputato il campionato di serie B 2017/2018 chiuso con quasi 18 punti e 3 assist di media a partita

SAN VENDEMIANO Lo “strillone” annuncia un nuovo arrivo alla Rucker Sanve. Sbarca a San Vendemiano un altro giocatore di livello e d’esperienza: Giacomo Bloise, play annata 1990, comasco nato ad Erba, proveniente da Varese dove ha disputato il campionato di serie B 2017/2018, chiuso con quasi 18 punti e 3 assist di media a partita, giocando probabilmente la sua miglior stagione. Lo abbiamo sentito per ascoltare dalla sua voce una personale presentazione da far leggere agli appassionati bianconeri.

“Per iniziare, sono cresciuto nelle giovanile della Pallacanestro Cantù e già a 15 anni sono stato aggregato al gruppo della serie A, dove ho esordito nella stagione 2007/2008. Poi in giro per l’Italia tra serie A, serie B e in Legadue dove, alla guida di coach Fabio Corbani, ho avuto la grande soddisfazione di raggiungere i play off e di vincere la Coppa Italia di categoria. Infine gli ultimi 3 anni in serie B, rispettivamente a Bergamo, Firenze e Varese. Ora ha inizio una nuova esperienza: non nascondo il fatto che, soprattutto dopo il buonissimo campionato disputato nella stagione scorsa, mi siano arrivate diverse proposte, più o meno interessanti. Alla fine sono felice di aver scelto Rucker Sanve e la mia decisione è stata determinata da diversi fattori: ho cercato di prendere informazioni sulla vostra società sportiva e in primis, le ottime parole spese proprio da coach Fabio Corbani, mi hanno già detto molto. Inoltre, dai contatti avuti con la dirigenza ho percepito la grande serietà che, insieme alla passione e al calore che si respira in tutto l’ambiente, mi erano state confermate da tanti addetti ai lavori che avevo avuto modo di interpellare".

"Fondamentale è anche il progetto che mi hanno presentato e che si sta delineando con i movimenti di mercato: si sta creando una squadra giovane (dove io probabilmente sono il “matusa” di turno) ma con alle spalle già una certa esperienza, in questa e nelle categorie superiori. Ho avuto modo di incontrare da avversari ragazzi come Malbasa e lo stesso Perin, Vedovato viene da due stagioni in A2 a Roma: tutti giocatori di spessore, dalle grandi potenzialità, già espresse e da esprimere, sicuramente vogliosi di far vedere le loro qualità e soprattutto affamati di vittorie. Poi starà a coach Marco Mian fare il resto. A proposito, vorrei aggiungere che, nel colloquio telefonico avuto con lui, ci siamo trovati in piena sintonia: la sua filosofia di gioco, imperniata su una fase d’attacco basata sulla corsa e sulla velocità e una fase difensiva intensa e determinata nei meccanismi, il lavoro duro in allenamento fondamentale per le prestazioni del sabato, sono tutte cose che si adattano bene alle mie caratteristiche. Per concludere, mi sbilancio dicendo che, viste le premesse, la Rucker Sanve potrà fare senza dubbio una buona stagione e mi auguro soprattutto che lo faccia esprimendo gioco e divertendo il proprio pubblico. Poi, evidentemente nel corso della stagione capiremo di più sul livello del campionato e sui nostri possibili obiettivi".

Visto che hai fatto un accenno alle tue caratteristiche, ci devi dire qualcosa in più, sia su quelle tecniche che su quelle caratteriali.

“Guarda, fin dalle giovanili sono nato come play; mi piace attaccare e penetrare l’area per cercare il canestro ma nella mia carriera, almeno fino a qualche stagione fa, ho sempre preferito giocare con e per i compagni, rappresentando anche quel ruolo di allenatore in campo che secondo me deve far parte del DNA di un play. Poi, com’è successo in particolare nell’ultima stagione a Varese, le situazioni e le esigenze della squadra mi hanno portato a diventare anche finalizzatore. Quindi nessun problema ad interpretare entrambe le facce della medaglia. Di certo, quando serve fare delle scelte, prendere decisioni e responsabilità in campo, non mi tiro mai indietro. Caratterialmente sono uno che non molla e, anche se può essere banale dirlo, odio perdere le gare".

"Non mi interessa assolutamente fare 30 punti e uscire con una sconfitta: preferisco di gran lunga fare un solo canestro in tutta una partita ma portare a casa la vittoria, sia che si tratti di campionato che di una partitella al campetto dell’oratorio. Per il resto metto passione in tutto quello che faccio e quindi anche nel giocare a pallacanestro. Per quanto riguarda la convivenza sul campo il mio modo di essere mi ha sempre permesso di trovare sintonia e affiatamento con tutti i compagni che ho avuto, sia dal punto di vista tecnico che umano: fuori dal campo credo di esprimere allo stesso modo la mia passione e la mia solarità".

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