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L'incredibile legame tra Treviso e la NBA: una storia da non perdere

Tanti sono i campioni passati per Treviso prima di intraprendere la carriera NBA, ciò ha permesso alla città di diventare un'ambasciatrice della Lega americana nel mondo

TREVISO La National Basketball Association rappresenta decisamente il paradiso che ogni giocatore di Basket sogna di raggiungere. Grazie alla diffusione globale del brand a partire all’incirca dagli anni 90’, la NBA si è fatta conoscere anche ai non appassionati di pallacanestro, tant’è che al giorno d’oggi è raro incontrare qualcuno che ignori completamente la sua esistenza o non desideri assistere almeno una volta nella vita ad un match negli Stati Uniti. Sono sempre più numerosi gli eventi che la Lega americana organizza nelle città sparse nel mondo, dalle metropoli di Shangai e Rio De Janeiro, passando ai grandi centri urbani quali Madrid e Milano, fino a Treviso, dove ogni anno viene organizzato l’unico pre-draft NBA al di fuori degli Stati Uniti: l’Adidas Eurocamp. Può sembrare strano che una città italiana di ottantamila abitanti ospiti un evento NBA, ma se si guarda al passato non è poi così sorprendente. La tradizione cestistica è ben radicata nel territorio trevigiano, infatti, fin dalla fondazione della Pallacanestro Treviso nel 1954 la città ha quasi sempre avuto una squadra ad alto livello agonistico, in particolare negli anni 90’ e nei primi anni 2000 sotto la direzione della famiglia Benetton. Nel 2012, alla fine della gloriosa era targata Benetton, c’è stata la nascita della De’ Longhi Treviso Basket, attualmente seconda nel campionato di Serie A2. In tutti questi anni di storia, Treviso è stata la squadra che più di ogni altra nel resto del mondo, ad eccezione chiaramente degli Stati Uniti, ha avuto rapporti costanti con la NBA. Sono ben 50 tra giocatori, allenatori e dirigenti, ad essere passati sia in NBA che a Treviso dal 1980 in poi. Una cifra davvero notevole, soprattutto se si considera che la maggior parte di essi sono stati valorizzati proprio nella Marca prima di andare a fare la differenza oltre oceano. Per iniziare, la figura di Maurizio Gherardini, general manager della Benetton Treviso per quattordici anni e principale artefice degli innumerevoli successi della squadra a livello nazionale ed internazionale. Grazie alle sue strabilianti annate, è approdato in NBA nel 2006 assumendo la guida sportiva dei Toronto Raptors prima e degli Oklahoma City Thunder poi, fondando inoltre a Treviso il primo e fin qui unico Adidas Eurocamp NBA in Europa.

Per quanto concerne i giocatori, sono molti coloro che hanno avuto carriere NBA importanti e sono transitati nel pieno della loro attività agonistica a Treviso. In particolare, Vinny Del Negro e Toni Kukoç rievocano ricordi indelebili nelle menti dei tifosi trevigiani. I due hanno formato una coppia da leggenda nei primi anni 90’, portando il primo storico scudetto a Treviso nel 1992. Il play americano è poi ritornato in NBA dopo il biennio ai Sacramento Kings, giocando per ben sei stagioni nei San Antonio Spurs. Dopo il ritiro ha sperimentato la carriera da coach, allenando i Chicago Bulls di Derrick Rose e i Clippers del duo Chris Paul-Blake Griffin. Toni Kukoç lasciò invece Treviso nel 1993 dopo aver trascinato la squadra alla prima finale di Coppa Campioni e approdò nei leggendari Bulls di un tale Michael Jordan, vincendo ben tre titoli dal 1995 al 1998.  Quando si parla di talenti lanciati nel panorama NBA, è inevitabile sentire parlare di Andrea Bargnani. Il lungo romano fu scoperto da Gherardini all’età di quattordici anni e portato nelle giovanili di Treviso nel 2003, per poi esplodere nelle successive stagioni. Nel 2006, una settimana dopo la vittoria dello scudetto Benetton, i Toronto Raptors chiamarono Bargnani come prima scelta assoluta rendendolo il primo europeo di sempre a raggiungere questo traguardo. Il Mago però non è stato l’unico giocatore valorizzato da Treviso, si pensi ad esempio a Zeljko Rebraça e a Boštjan Nachbar, che nei primi anni duemila hanno intrapreso la carriera NBA tra alti e bassi. L’ultimo talento lanciato da Treviso nel mondo americano è Donatas Motiejunas, l’ala grande lituana è stata infatti chiamata al Draft del 2011 come ventesima scelta assoluta dai Minnesota Timberwolves e attualmente milita nei New Orleans Pelicans.

Basterebbero questi nomi per capire il perché del forte legame tra la NBA e Treviso, eppure mancano ancora all’appello gli allenatori NBA che vantano un passato trevigiano: stiamo parlando di Mike D’Antoni, Ettore Messina e David Blatt. Il primo, dopo una fantastica carriera da giocatore nell’Olimpia Milano, ha allenato Treviso dal 1994 al 1997 e in seguito nella stagione 2001/2002 vincendo due scudetti. In NBA è conosciuto soprattutto per aver allenato i Phoenix Suns di Steve Nash, arrivando ad un passo dalle NBA Finals e vincendo il titolo di “Coach of the Year” nel 2005. Attualmente allena i Rockets di James Harden e sta ottenendo risultati estremamente positivi dopo la pessima esperienza come allenatore dei Lakers. Ettore Messina rappresenta invece l’orgoglio della Pallacanestro Italiana. Oltre ad essere l’allenatore della nazionale, il siciliano è assistente dei San Antonio Spurs guidati dal grande Gregg Popovich. Sotto la sua guida tecnica, Treviso ha vinto uno scudetto ed ha raggiunto la finale di Eurolega persa contro il Barcellona. Infine, David Blatt è la ciligiena sulla torta di coloro che hanno portato il nome di Treviso oltre oceano. L’allenatore israeliano ha vinto l’ultimo scudetto della Benetton nel 2005/2006 ed ha allenato i Cleveland Cavaliers di LeBron James, perdendo le NBA Finals del 2015 contro Golden State.

La fine dell’era Benetton e l’inizio del nuovo ciclo della De’Longhi Treviso Basket non hanno cambiato questo splendido legame con il mondo NBA, la Marca trevigiana rappresenta ancora oggi una location che la NBA considera ideale per lanciare nuovi talenti e promuovere il brand, il già citato Adidas Eurocamp ne è la dimostrazione lampante. L’auspicio è che questa fruttuosa collaborazione possa continuare ad essere un esempio per le altre città e un orgoglio per tutti i trevigiani negli anni a venire.

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