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Tra cori e brindisi, scatta la festa biancoceleste: prato invaso dai tifosi

Oggi, 23 aprile, segna il ritorno della società trevigiana in serie D. Proprio lo stadio Tenni è stato un tema ampiamente trattato durante la campagna elettorale, tra chi lo vorrebbe demolire e chi salvaguardare

Dopo tanti anni ai margini il Treviso rivede la luce, risalendo in serie D, una categoria che da queste parti mancava da più di due lustri e che potrebbe riavvicinare ai biancocelesti il tiepido pubblico trevigiano, sempre prontissimo quando c'è da fare festa, meno quando c'è da soffrire in pomeriggi invernali a vedere i nostri "sbaeoneri" all'opera. Corsi e ricorsi: proprio dalla D, negli anni '90, partì la cavalcata verso la serie D di mister Bepi Pillon e i vari Pradella, Pasa, Fiorio, Checco Maino, eccetera (ci scuseranno gli altri mitici calciatori di quell'epoca). Ma ora c'è solo tanta voglia di festeggiare, con petardi, cori, brindisi, abbracci e perfino qualche lacrima di commozione per chi oggi, 23 aprile (segnatevi questa data) ha potuto perfino tornare a camminare sul prato verde del tempio del pallone trevigiano. La campagna elettorale in corso ha visto proprio lo stadio Tenni al centro del dibattito tra chi lo difende strenuamente come sede delle gare dei biancocelesti (l'attuale sindaco Conte) e chi ne vorrebbe la dismissione (De Nardi, candidato del centrosinistra). Questa promozione porterà rapidamente ad accelerare eventuali decisioni sulla sorte di un impianto vecchio e obsoleto (lo era già nel 1997 quando ci fu il famoso trasferimento temporaneo al Monigo, nella prima serie B con Bepi Pillon) e su cui vanno prese decisioni. Mantenere o restaurare il totem o pensare ad un progetto alternativo? L'auspicio è che tra un anno il problema possa riproporsi. Forza Treviso!

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