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Una mattonella della walk of fame del Coni dedicata a Silvia Marangoni

La campionessa trevigiana ha presentato, nella Sala Giunta del Coni, la sua biografia “Con le rotelle quasi a posto”. Presente anche il presidente Giovanni Malagò

ROMA Questa mattina alle ore 11.30, nella Sala Giunta del Coni, è stato presentato da Silvia Marangoni alla presenza di Giovanni Malagò il  libro “Con le rotelle quasi a posto” la biografia della campionessa veneta delle Fiamme Azzurre scritta a quattro mani con la giornalista Salima Barzanti, con la prefazione di Federica Pellegrini, ed edita da BeccoGiallo. Alla presentazione era presente anche Sabatino Aracu, presidente della FIHP e della FIRS.

Silvia ha introdotto così l’incontro: “essere una campionessa significa non solo sopportare stress, tensioni ed aspettative, ma significa anche responsabilità. Una responsabilità nei confronti dello sport, della federazione, dei tuoi allenatori che da te si aspettano tanto. E che con te e per te lavorano per un solo obiettivo. La responsabilità verso i giovani per cui sei un modello un punto di riferimento e devi dare l’esempio nei comportamenti dentro e fuori la pista. Io cerco di dare un contributo anche prestando il mio volto per fare beneficienza  come, per esempio, per i bambini autistici, per la Lilt. Se sei una campionessa devi mantenere un certo stile ed un certo rigore dentro e fuori il palazzetto”.

Il presidente del Coni Giovanni Malagò è intervenuto così nel corso della presentazione: “Sono felice ed orgoglioso di essere qui accanto a Silvia e presentare il suo libro. Ci sono pochi atleti che possono vantare il curriculum sportivo di Silvia. La conosco da diversi anni e ho seguito da vicino il suo percorso e non si può che essere orgogliosi di avere questa atleta. Silvia Marangoni avrà una mattonella nella walk of fame del Coni perché sicuramente ha segnato la storia dello sport italiano e per testimoniare l’importanza e la dignità di tutti gli sport”.

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Il presidente Sabatino Aracu ha evidenziato l’importanza che Silvia ha per il pattinaggio, per la Nazionale e per il futuro della Federazione: “Silvia è certamente una campionessa, ma soprattutto una grande persona. È un esempio per gli atleti che fanno pattinaggio perché ha fatto tante rinunce e sacrifici. Sicuramente è un patrimonio del pattinaggio artistico e spero resti nel movimento e diventi una dirigente o un allenatore della federazione. Silvia è un’atleta ed una campionessa nel vero senso della parola e può essere la testimonial per farci diventare sport olimpico”.

Silvia è intervenuta, poi, sul tema del doping sottolineando l’importanza di quanto fatto dal Coni e del presidente Malagò: “io al doping dico no senza se e senza. E lo dico con franchezza sono per la tolleranza zero. Con il doping si calpestano i veri valori dello sport come la lealtà, l’onestà ed il rispetto dell’avversario. E si tradiscono squadra, compagni e soprattutto sé stessi. Per chi si doppa deve stare fuori da ogni competizione: fuori dallo sport. La mia posizione lo so è dura, ma credo che il doping non sia solo un fatto di regole, ma è un fattore culturale. Si parte dalla prevenzione. Il messaggio va dato in modo martellante: no al doping punto. E non deve passare il concetto dell’impunità per questo per me non esiste mediazione”.

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