Ritorno all'attività fisica post Coronavirus: a Treviso tutti pazzi per il padel

Dopo mesi di lockdown i trevigiani sono tornati a pieno regime a svolgere attività sportiva. Senza calcio, basket, volley e rugby, a prendere il largo sono ora il tennis e il padel

Uno dei campi del Padel Treviso

L'inizio della Fase 2 post Coronavirus ha permesso a molteplici attività sul territorio nazionale di riaprire i battenti e accogliere così i propri clienti come prima, o quasi. Ad essere però più colpite dal nuovo Dpcm del Governo sono sicuramente le società sportive visto il divieto di ripresa degli sport di squadra come calcio, basket, pallavolo e rugby, ovvero quattro tra le attività più praticate nella Marca trevigiana. Ecco allora che a prendere il sopravvento sono ora sport come il ciclismo su strada, il tennis e soprattutto il padel. Vero e proprio fenomeno sociale che coinvolge centinaia di persone ogni mese, dai bimbi fino agli over sessanta, il padel è diventato in pochi anni un gioco diffusissimo e soprattutto amato da chi lo pratica. «L’aspetto interessante è che, una volta avvicinati a questa disciplina, poi te ne innamori e vuoi migliorare passo dopo passo così da poter sconfiggere sul campo amici e parenti» ci racconta un entusiasta Nicola Bosisio, titolare del Padel Treviso e del Calcio Terraglio in via Selvatico.

Coinvolgente, pratico e divertente, il padel è ormai uno sport praticato da tantissime persone e la prenotazione è semplicissima: basta scaricare l'app di riferimento e procedere. Le regole? Il punteggio è identico al tennis (15, 30, 45 e gioco così come i set) visto che sostanzialmente ne è una copia, solo che generalmente si gioca 2 vs 2 in un campo di dimensioni ridotte (10x20 m) e chiuso ai 4 lati (a eccezione di due porte laterali), con una racchetta (pala) che presenta dei fori sulla superficie e con una pallina un po' più "sgonfia" di quella usata sulla terra rossa, questo per rendere il gioco leggermente più lento e i colpi e le sponde più gestibili.

«Il Padel Treviso, il più grande centro del Veneto, dà oggi la possibilità di giocare su quattro diversi campi all'aperto, ma entro ottobre conto di aggiungere tre nuovi campi coperti (per un totale finale di sette strutture) così da renderli fruibili anche in caso di intemperie o basse temperature. L'investimento è stato importante (si tratta di non meno di 40 mila euro a campo per tutta la struttura, ndr) ma è altrettanto vero che il danno economico conseguente al lockdown è davvero ingente, soprattutto se si tiene conto che teoricamente i mesi di marzo e aprile sono caratterizzati da densa attività fisica dopo la pausa invernale - continua Bosisio - In ogni caso, i vari Dpcm mi hanno permesso di riaprire lo scorso 4 maggio, anche se solo con il padel 1 vs 1. Certo, solitamente si gioca a coppie, ma in mancanza di altre possibilità i clienti hanno fin da subito preso al balzo l'occasione e ho così avuto in poco tempo l'agenda piena. Devo comunque dire che sono stato anche sorpreso dal fatto che diverse famiglie siano venute a giocare durante il lockdown, creando delle vere e proprie sfide genitori contro figli. Da lunedì, invece, abbiamo riaperto anche alle sfide ordinarie 2 vs 2 e la lista d'attesa si allunga di giorno in giorno».

«In ogni caso, ci sono ancora persone che in questi giorni hanno paura del contagio da Coronavirus ma, pur rispettando la visione altrui, posso dire che i rischi nel padel sono davvero minimi. Prima di tutto si gioca all'aperto e in un campo da 10 metri, teoricamente senza contatti né col compagno di squadra né con i due avversari - chiosa Nicola Bosisio - Chiaro che comunque ci vuole il buon senso di tutti mentre si gioca, ma la sicurezza rimane al centro di tutto. Per questo chi arriva al centro si recherà dapprima in solitaria in reception per pagare il proprio turno, poi uscirà da una porta sul retro e si avvicinerà così al campo. Prima di entrare, però, dovrà sanificarsi le mani con il gel che abbiamo messo a disposizione. Per quanto riguarda le pale a nolo, invece, su quelle consegnate cambieremo l'overgrip ogni settimana, ma consigliamo comunque a tutti di usare anche i guanti monouso. Una delle domande che più viene fatta in questi giorni è però sull'uso della mascherina e và detto che questa è sempre obbligatoria fuori dal campo, mentre all'interno non è necessaria essendo comunque possibile il distanziamento di oltre un metro tra tutti i giocatori. Inoltre, non è ancora possibile dare l'accesso agli spogliatoi e quindi ognuno dovrà farsi la doccia a casa. Insomma, piccoli accorgimenti tecnico-sanitari ormai di dominio pubblico che però non rovinano per nessun motivo un bellissimo sport come il nostro».

Partite di calcetto ancora vietate

Se per il padel è stato dato il via libera, dall'altro lato della medaglia rimangono ancora vietati gli sport di squadra e di contatto e anche nell'ultimo decreto del Governo non esiste al momento una data di ripresa delle attività per quello che riguarda calcio, calcetto, pallacanestro, pallavolo, pallanuoto o arti marziali. Rimangono poi sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati. Per questo motivo le attività di calcetto e calciotto fornite dal Calcio Terraglio sono per il momento sospese fino a data da destinarsi.

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