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Finale scudetto, per l'Imoco ora si fa dura: Milano espugna il PalaVerde

Tutto sembrava andare bene per le pantere, che erano in vantaggio per 2-1 e, sconfitte al tie break, saranno obbligate a vincere sabato a Monza per guadagnarsi la bella

La sensazione è che questa sarà davvero una beffa difficile da digerire. Sembrava avviata ad aggiudicarsi gara 3 la Prosecco Doc Imoco Conegliano, ma ancora una volta Wolosz e compagne si sono dovute scontrare contro una Vero Volley Milano dal grande carattere e tutt'altro che arrendevole. Morale della favola le rosa di Marco Gaspari sono riuscite, dopo averlo fatto due giorni fa all'Arena di Monza, a vincere anche al PalaVerde al termine di un'autentica battaglia, ulteriore conferma che in questa finale non ci sono favorite. Il risultato finale di 2-3 (21-25,25-14,25-20,25-23,25-27,13-15), che ha zittito gli oltre 5000 dell'impianto di Villorba, mette di fatto le pantere spalle al muro: o sabato prossimo si fa risultato fuori casa o ci si dovrà scucire, dopo quattro affermazioni consecutive, il tricolore dalle maglie.

Ancora una volta, come due giorni fa, è stato determinante per le milanesi l'apporto di Jordan Thompson, MVP con 28 punti realizzati, mentre sul fronte gialloblù non è bastato l'analogo score di Kat Plummer e le 24 volte a referto di Haak. Ancora una volta qualcosa non è quadrato alla squadra di Daniele Santarelli che ora dovrà davvero dare tutto, forse di più, affinchè non si prefiguri uno scenario che nessuno nell'ambiente vuole prendere in considerazione. 

La cronaca 

Santarelli in avvio ha schierato la seguente formazione: al centro Lubian e Fahr, schiacciatrici Robinson Cook e Plummer con Wolosz-Haak palleggiatore-opposto e libero De Gennaro.

Haak e Plummer attaccano subito (4-1), ma le milanesi trovano subito un break e in men che non si dica si passa sul 5-7. Il pari di Haak (13-13) comporta un primo set punto a punto fino all'allungo di Sylla (17-20). La fuoriclasse svedese prova a porre rimedio ma Conegliano, come già martedì, rimane schiava dei suoi errori, permettendo alle ospiti di usufruire di quattro set point. Viene sfruttato il secondo e si chiude sul 21-25.

Questa volta le pantere ripartono di forza, trascinare da Lubian e Haak, gradualmente più incisive in attacco (6-3). Il ricamo di Cook, oltre ad infiammare il pubblico, vale il 10-6. E' un monologo gialloblù: Fahr tre volte e Haak mandano le campionesse uscenti in fuga (16-9). Gaspari prova ad invertire il trend con l'inserimento di forze fresche, vale a dire Stysiak, Davyskyba e Rettke, ma non basta: ancora Fahr, incisiva anche a muro, e Lubian creano i presupposti per il pari nel conto dei set (22-12). Che si concretizzano con il colpo finale di Plummer (25-14).

Grande equilibrio in avvio di terzo set: dal 4-2 iniziale si passa sul 10-10, con le rosa che tengono bene in ricezione, il loro vero punto di forza. Cambia tutto sull'invasione di Thompson (18-16); il pallonetto di Haak, 10 punti nel parziale di cui 2 a muro, vale il 20-17. Decisiva nel finale Lubian che mura due volte: 25-20 e sorpasso Conegliano.

Subito Lubian protagonista con il muro del 5-3, reazione immediata di Milano con il mani out del 7-8. Con il 9-12 siglato da Sylla Santarelli chiama time out; a suonare la carica è Plummer (16-17), mentre le attaccanti ospiti vanno in due circostanze a sbattere contro il muro gialloblù (20-18). Stavolta è Gaspari a richiedere la sospensione, apparentemente inutile perchè Haak realizza il 23-21. Le pantere però sbagliano due volte e sul 23 pari il loro coach ferma nuovamente il gioco; match point Conegliano con la fast di De Kruijf (24-23), annullata da Folie con un attacco da posizione centrale (24-24). Si va ai vantaggi, risolti da Candi che va in battuta realizzando il 25-27.

Si va al tie brak che inizia nel segno di Larson (1-3). Pronta la risposta delle venete con l'ace di Lubian (4-4). Si gioca punto a punto ma a risultare decisivi sono gli errori in attacco di Lubian ed Haak (8-10). Lubian e Plummer ci provano in tutti i modi (11-12), ma il break decisivo è firmato Thompson (11-14). Della statunitense la stoccata finale che beffa nel vero senso della parola Conegliano e regala a Milano un sogno che potrebbe diventare realtà tra poco meno di quarantotto ore.  

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