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Code per gli anziani ai Vax Point, Benazzi: «Con il nuovo portale problema risolto»

Il Direttore Generale dell'Ulss 2 ha voluto anche spiegare i motivi alla base di quanto successo ieri e oggi: «Abbiamo avanzato molte dosi Pfizer e, vista la loro importanza, non possiamo permetterci di buttarle»

 

Code interminabili e disagi all'esterno dei Vax Point di Villorba, Casale sul Sile e Riese Pio X. Questo quanto successo ieri pomeriggio (e quanto purtroppo si ripeterà con tutta probabilità anche oggi) dopo che l'Ulss è andata in overbooking con le convocazioni per il vaccino Pfizer dedicato agli over 80 e alle persone fragili. «Solo ieri, per diversi motivi, ci siamo ritrovati con oltre mille dosi in più del previsto e, considerando che il vaccino Pfizer una volta aperto deve essere assolutamente usato nelle sei ore successive, abbiamo dovuto procedere ad una chiamata di emergenza come già successo in passato coi "riservisti" - dichiara il Dg Benazzi - In questi casi solitamente si presentavano circa il 30% dei convocati, ma ieri è arrivato quasi il 100% dei chiamati rendendo oltremodo complicate le operazioni per la vaccinazione. Come Ulss 2, dunque, ci scusiamo ancora una volta per quanto sta succedendo, ma ci tengo a precisare una cosa: meglio un'ora in coda in più oggi che un vaccino in meno. Meglio un po' di attesa piuttosto che un over 80 deceduto. In ogni caso, da domani sarà attiva la piattaforma regionale per le prenotazioni vaccinali e, quindi, vi assicuro che non accadrà più nulla di simile, statene certi».

La risposta della Cgil: 

«Organizzazione con troppe falle, lavoratori sotto pressione e carichi di lavoro ingestibili, problemi legati alla sicurezza e questione scorte. Di questo passo il piano vaccinale non decollerà». Questa la preoccupazione della Funzione Pubblica CGIL di Treviso per bocca di Sara Tommasin. «Siamo tutti consapevoli della complessità della campagna vaccinale e delle criticità da affrontare, prima fra tutte l’approvvigionamento stesso delle scorte – spiega Sara Tommasin della FP CGIL di Treviso – ma non possiamo evitare di aprire una riflessione su alcune questioni di rilievo. Una in particolare attiene proprio all’organizzazione della “chiamata” alla vaccinazione, ancora troppa soggetta a confusione e incertezza relativamente alle modalità di programmazione e prenotazione. Grave è poi che il personale dell’Ulss apprenda dagli organi di informazione la possibilità di dover lavorare anche in orario notturno e non si sa più per quante ore consecutive. Turni che sono decisamente soggetti a variabili di stress, quali la massiccia e, come successo, incontrollata presenza di persone da vaccinare dentro un clima a dir poco di tensione. Un quadro che non permette quel rigore necessario a svolgere al meglio il proprio lavoro, in questo caso la somministrazione del vaccino. Così – puntualizza Tommasin – i rischi di sicurezza per il personale sanitario e per l’utenza aumentano esponenzialmente. Inoltre, come Sindacato, ci interroghiamo sulle ragioni che frenano il ricorso a nuove assunzioni, tramite graduatorie già in essere, per rafforzare l’organico dedicato al piano vaccinale. Forse, al fine di diluire l’afflusso, varrebbe la pena considerare con più convinzione il tema della vaccinazione negli ambulatori dei medici di base, che hanno già il quadro sanitario e patologico dei loro assistiti».

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