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Sabato, 13 Aprile 2024

Aggressione al 15enne in via Canova, il sindaco: «Non possiamo sostituirci ai genitori»

Mario Conte ha rispedito al Partito Democratico, e alla madre dell'aggressore, le accuse che lo vedrebbero "minimizzare" il problema delle baby gang in città

«Sono fortemente dispiaciuto sia per l’infortunio occorso al ragazzo, che è anche dovuto ricorrere alle cure mediche, sia per l’attacco al sistema e quindi al sindaco e, vista la dinamica, anche al Prefetto, al Questore e al Comandante dei Carabinieri». Commenta così, il sindaco Mario Conte, le accuse rilasciate a mezzo stampa dalla madre del ragazzo aggredito, dall'avvocato Crea e dalla consigliera comunale Tocchetto del PD in cui il primo cittadino è stato additato di minimizzare la questione della violenza delle baby gang in centro città.

«Stamattina ho appreso dalla stampa che una mamma avrebbe lasciato andare il figlio ad un regolamento di conti per un “banale alterco”, una situazione che inviterò a chiarire ai Carabinieri. La ringrazio, perché mi fa capire quale sia il vero problema di quelle che vengono chiamate “baby gang”. Inoltre, l’accusa del fatto che io starei minimizzando è falsa, perché il tema del disagio giovanile è al centro delle politiche comunali. Come ho già avuto modo di ribadire in più occasioni, le Istituzioni possono agire per la sensibilizzazione e la prevenzione, ma non possono sostituirsi alle famiglie, all’educazione e al rigore che solo queste possono impartire. Le Forze dell’Ordine, dal canto loro, non possono sostituirsi ai genitori. Se lo fanno, significa che qualcosa non ha funzionato – continua Conte - Mi auguro che, al posto di accuse e attacchi politici, che fanno solo male al ragazzo e che ledono l’immagine di una città sicura e accogliente come Treviso, si inizi ad indagare e a discutere in maniera decisa, rigorosa e introspettiva anche fra le mura domestiche».

Il commento del circolo territoriale di Fratelli d'Italia

«Dopo i fatti di violenza successi nell’area di via Roma, considerati “episodi isolati”, assistiamo ancora ad un’ennesima vile aggressione ai danni di un ragazzino all’interno delle mura cittadine. Pur ritenendo che viviamo in un contesto macro sociale che vede quasi normali questi comportamenti, non si può negare che ci sia l’esigenza di un maggior controllo del territorio all’interno della cinta muraria e nei quartieri che compongono il nostro Comune». Parole, queste, del circolo territoriale di Treviso di Fratello d'Italia.

«Il circolo trevigiano di Fratelli d’Italia non può più accettare che vengano fatti paragoni con altre città in cui la violenza ed il degrado sociale sono più presenti. Ricordiamoci che la nostra cultura ha permesso di mantenere negli anni una città sicura e vivibile, per questo chiediamo, anche a nome della cittadinanza, di poter continuare a vivere in quella che tanti potevano definire “un’isola felice”. Oggi non basta più solamente la nostra cultura di città di provincia a mantenere sicuro il territorio e si chiede, pertanto, che ci sia un maggior impegno economico, di mezzi e di personale, da parte di tutte le istituzioni impegnate in attività di controllo del territorio».

«Salvo miracoli, è improbabile pensare che in tempi adeguati le forze di polizia nazionale possano intervenire con un aumento di mezzi e personale adeguato. Rimane invece nella speranza dei cittadini che alcune risorse (anche all’interno del PNRR) possano essere destinate alle polizie locali in maniera molto più rapida e coincidente con le esigenze della cittadinanza. Il passaggio successivo, ma purtroppo molto più lento, sarà sicuramente quello di far intervenire gli “educatori” a tutti i livelli affinché la nuova società dei giovani possa fare suo il rispetto degli altri, delle norme e delle istituzioni. Quest’ultima ipotesi dovrà essere supportata da un’adeguata certezza della pena che non possa convincere i giovani della loro, troppo spesso, impunità».

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