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Coronavirus, in Veneto il primo studio al mondo su pazienti prima e dopo la quarantena

Come risponde la RegDa domani, venerdì 6 marzo, verrà effettuata sugli abitanti di Vo' Euganeo la prima ricerca sul virus pensata esclusivamente per studiarne la storia e per definire con precisione le dinamiche di trasmissione. Le parole del presidente Zaia e del virologo Crisanti

 

La Regione Veneto ha presentato oggi, giovedì 5 marzo, le più recenti iniziative per gestire la diffusione del Coronavirus. Il principale metodo d’azione, presentato questa mattina in conferenza stampa dal direttore di Microbiologia e virologia dell’azienda ospedaliera padovana Andrea Crisanti, è uno studio progettato dagli scienziati del dipartimento di Medicina molecolare dell’università di Padova che sarà effettuato sulla popolazione di Vo’ Euganeo già a partire da domani.

Si tratta della prima ricerca di questo tipo sul coronavirus ed è pensata esclusivamente per studiarne la storia e definire al meglio le dinamiche di trasmissione e le classi di rischio stratificate per morbilità e mortalità.  Da questo confronto gli scienziati padovani ritengono di poter trarre informazioni inedite e preziose per comprendere l’evoluzione dell’epidemia e per poter mettere a disposizione delle autorità sanitarie strumenti fondamentali per il controllo dell’infezione. «Dare la parola agli scienziati è la cosa più giusta da fare. – ha affermato il presidente del Veneto Luca Zaia – Voglio però ribadire che i cittadini di Vo' non verranno trattati come cavie, ma saranno i protagonisti di una svolta preziosa, per loro e per tutta la popolazione». «Siamo purtroppo di fronte a una condizione senza precedenti che richiede misure estreme. - ha dichiarato Crisanti - Auspichiamo perciò di effettuare 1500 campioni al giorno. Si tratta di un test completamente affidabile». Sulle previsioni future il direttore si dimostra preoccupato: «Noi stiamo fotografando una situazione di 6-7 giorni fa. Dovremo aspettare almeno dieci giorni per farci un’idea precisa sull'andamento dei casi».

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