Cultura, Fava: "Treviso capitale della chiusura"

"Con la sconfitta nella corsa a Capitale italiana della cultura 2020, Treviso si è confermata capitale della chiusura"

 

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«Con la sconfitta nella corsa a Capitale italiana della cultura 2020, Treviso si è confermata “capitale della chiusura”. È solo coinvolgendo tutte le realtà del territorio che si possono vincere queste sfide: Parma lo ha fatto, Treviso no»: Roberto Fava, candidato consigliere nella lista di Forza Italia a sostegno di Mario Conte, analizza così la bocciatura della candidatura trevigiana. «Treviso, in questa avventura, ha pagato ancora una volta il centralismo dell'amministrazione Manildo. - attacca Fava – Parma ha visto premiata “la capacità di attivare e coordinare un sistema estremamente complesso di soggetti, allargato su base territoriale estesa”, come recitano le motivazioni della giuria; Treviso questo lo ha fatto molto poco e in maniera non coordinata, basti pensare al mancato coinvolgimento della provincia».

Provincia intesa come ente e come territorio: «Non si può non dialogare con un'istituzione come la Provincia che da anni organizza un cartellone di eventi e appuntamenti come Reteventi Cultura, che ho avuto l'onore di seguire per diverse edizioni in prima persona e che ogni anno coinvolge centinaia di associazioni e propone un migliaio di manifestazioni. - sottolinea Fava – Allo stesso modo, non si può lasciar fuori da un ragionamento di questo tipo realtà come ad esempio Oderzo, Vittorio Veneto o Conegliano, che tanto hanno rappresentato e rappresentano per la cultura trevigiana. La città e il territorio di Treviso hanno tutte le carte in regola per diventare Capitale italiana della cultura. - conclude Fava – Bisogna però aprirsi al confronto con tutte le realtà, pubbliche e private; serve un dialogo costruttivo che superi le differenze politiche e ideologiche in favore dello sviluppo della nostra città. Quando ripresenteremo la candidatura, lo faremo con alle spalle un nutrito gruppo di sostenitori che amano la nostra città, con la capacità di vedere oltre le proprie mura».

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