Il premier Gentiloni in Veneto: "Il governo è pronto a discutere di autonomia"

Il premier Paolo Gentiloni alla bioraffineria Enel di Porto Marghera commenta il referendum sull'autonomia

 

«Siamo a Venezia, la capitale del Veneto, come dice il sindaco Brugnaro: e io guardo con interesse e disponibilità a questa discussione sul tema dell'autonomia, alla possibilità di trattare alcune materie e funzioni sull'autonomia delle regioni. Ma non abbiamo bisogno di lacerazioni, bisogna ricucire quelle che la crisi ha provocato». Il presidente del Consiglio a poche ore dalla chiusura delle urne del referendum consultivo di domenica è già in quel Veneto che ha dimostrato in massa di voler avere maggiori spazi di manovra nella gestione di risorse e competenze. Dal massimo rappresentante del governo non c'è chiusura, ma un paletto invalicabile lo si esplicita subito: "Il governo è pronto a discutere di autonomia nel merito, è utile per il Paese - spiega - Vedremo quali funzioni, vedremo a quali condizioni, ovviamente nei limiti fissati dalle leggi e dalla Costituzione. Sarà una discussione complessa, ma siamo pronti. Si discute di come far funzionare meglio l'Italia, non si discute dell'Italia e tantomeno della sua Costituzion. Ma il confronto è utile e il governo avrà da questo punto di vista la massima apertura".

"Non abbiamo bisogno di lacerazioni". Zaia: "Parole positive"

Pochi secondi prima aveva sottolineato che l'Italia "non ha bisogno di lacerazioni". Dunque sull'autonomia speciale e annessa possibile riforma costituzionale il presidente del Veneto, Luca Zaia (non presente alla visita del premier alla bioraffineria Eni di Porto Marghera) troverà la porta chiusa. Per il resto si vedrà nelle prossime settimane, quando la delegazione trattante sarà in grado di mettere sul piatto le proprie rivendicazioni: "Entro un mese saremo pronti ad aprire la trattativa con il governo sull'autonomia e avere maggiori competenze - ha scritto nelle stesse ore su Facebook il titolare di Palazzo Balbi - Aggiungeremo la richiesta dello Statuto speciale che non è una provocazione, ma una rivendicazione dei veneti ormai da tempo". Alle agenzie, dopo aver appreso delle parole del presidente del Consiglio, Zaia ha spiegato di "leggere in positivo le sue parole. Non mancheremo di fare la nosta proposta nell'alveo della Costituzione, che parla non solo di competenze e di federalismo fiscale, ma anche delle modalità della trattativa. Il nostro atteggiamento sarà costruttivo nell'interesse del Veneto, per risolvere lacerazioni create non solo dalla crisi ma anche da una visione odiosa della gestione del Paese, vergognosamente centralista".

"Mantenere la propria identità nel mondo"

Il Capo dell'Esecutivo al termine del suo discorso ha anche parlato della necessità di mantenere la propria identità anche (se non soprattutto) nel momento in cui ci si trova a concorrere con il resto del mondo. Uniti pur nelle diversità (altra stoccata velata alla richiesta di statuto speciale del Veneto): "Le nostre città sono i luoghi principe della proiezione dell'Italia nel mondo - ha sottolineato il premier - I veneziani si sentono molto veneziani, ma anche italiani ed europei. Questa identità è una carta da poterci giocare, essere cittadini del mondo oggi è possibile solo avendo radici".

"La nostra ripresa non è 'jobless'"

Il capo del governo martedì ha spinto forte sui concetti di progresso e di nuova industrializzazione "green" e l'ha fatto all'interno della bioraffineria Eni di Porto Marghera, simbolo di riconversione sostenibile a livello mondiale. Al suo fianco la presidente di Eni, Emma Marcegaglia, e l'amministrazione delegato del gruppo, Claudio Descalzi: "Il Financial Times ha scritto che la ripresa italiana non è jobless - ha dichiarato - e che ha prodotto posti di lavoro: lo sviluppo che abbiamo davanti non distrugge, ma crea posti di lavoro. Grazie all'innovazione tecnologica transitare da un lavoro della vecchia fase dell'industria ad uno nella nuova fase è possibile. Che si faccia qui a Porto Marghera è significativo, perché è simbolo e luogo importante della città metropolitana di Venezia".

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