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Via lo striscione per Giulio Regeni da Palazzo dei Trecento: insorge il Cso Django

Al grido di "Verità per Giulio Regeni" il centro sociale trevigiano ha voluto ribadire la propria contrarietà alla decisione recentemente presa dall'amministrazione comunale

 

TREVISO Verità e giustizia per Giulio Regeni e per tutti i desaparecidos in Egitto. Questo quanto ha voluto dimostrare sabato mattina il Cso Django con un piccolo, ma significativo gesto in Piazza dei Signori. "Il 24 luglio l’amministrazione Conte ha rimosso lo striscione 'Verità per Giulio Regeni' da Palazzo dei Trecento. Il sindaco Mario Conte ha poi giustificato questa decisione dicendo che si ripromette di portare avanti iniziative più efficaci per ottenere giustizia per il ricercatore friulano - dichiara Gaia Righetto - Attenderemo, con scarsa fiducia, tali iniziative, ma il ragionamento del primo cittadino non ci ha convinto. In altre parole, non si vede come l’esposizione dello striscione per una 'battaglia sacrosanta', come l’ha definita lo stesso Conte, sia incompatibile con l’organizzazione di altre iniziative. Non sarà che Conte ha in un primo momento deciso di applicare la linea del segretario del suo partito, senza poi avere il coraggio di prendersene la responsabilità?"

"Infatti, lo scorso giugno, Matteo Salvini dichiarava di comprendere bene 'la richiesta di giustizia della famiglia di Giulio Regeni. Ma per noi, l’Italia, è fondamentale avere buone relazioni con un Paese importante come l’Egitto' - chiosa la Righetto -Salvini ha ribadito queste posizioni proprio l’altro ieri durante un’intervista per Al Jazeera. Da un certo punto di vista, il contenuto di questa affermazione non è sorprendente, nel senso che riassume quella che nei fatti è stata anche la linea del governo precedente. Basti ricordare che le relazioni economiche tra Italia ed Egitto (unica vera leva negoziale) non sono mai state messe in discussione, che l’ambasciatore italiano è stato rinviato al Cairo senza che nulla fosse stato ottenuto, o che l’allora ministro degli esteri Alfano definiva Al-Sisi come un 'interlocutore appassionato nella ricerca della verità'".

"Ma la gravità delle affermazioni di Salvini sta nel fatto che, ormai, un’alta carica dello stato possa permettersi di dichiarare pubblicamente che Al-Sisi sia per 'noi, l’Italia' un amico non perché 'appassionato nella ricerca della verità' ma nonostante il fatto che non lo sia. Le torture, gli assassinii e le sparizioni forzate, tutta la repressione dittatoriale del regime egiziano viene così platealmente normalizzata. Di fronte all’uccisione sotto tortura di un giovane italiano per responsabilità di un regime autoritario, il 'Prima gli italiani' della Lega rivela il suo volto reale: 'Forti coi deboli, deboli coi forti!'. - conclude l'esponente del Cso Django - Noi che invece siamo per i diritti senza condizioni di nazionalità, non staremo ad aspettare che Conte si smarchi coi fatti dalla posizione di Salvini in un futuro non precisato. Le proteste della società civile cittadina contro la rimozione dello striscione sono state finora ignorate. Abbiamo quindi ritenuto necessario dimostrare il nostro dissenso esponendo in Piazza dei Signori un nostro striscione per rivendicare verità e giustizia per Giulio Regeni e tutte le vittime del regime egiziano".

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