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Inaugurato a Vedelago il nuovo Centro sollievo, il sindaco Andretta: «Grazie a tutti i volontari»

Il direttore generale dell’Ulss 2, Francesco Benazzi: «La struttura garantirà un adeguato miglioramento del servizio e della presa in carico delle famiglie»

 

E' stato inaugurato sabato il nuovo Centro sollievo di Vedelago gestito dall’associazione Asav. La nuova sede – messa a disposizione dal Comune grazie ad un accordo con l’Ulss 2 che aveva in in comodato d’uso gli spazi – si trova presso il Distretto Socio Sanitario in via Toniolo 2 a Vedelago. Si tratta di una collocazione più spaziosa e funzionale e più confortevole per accogliere gli ospiti ed i numerosi volontari che quotidianamente la frequentano. Attualmente la sede era infatti ospitata al piano inferiore di Villa Binetti, in centro a Vedelago, luogo che è stato oggetto di un importante restauro completato circa quattro anni fa.

Una sede che, seppur adeguata dal punto di vista logistico, risultava ormai da tempo inadatta ad ospitare il numero crescente di persone che la frequentano, così come dal punto di vista della privacy, essendo collocata nello stesso luogo che è sede degli uffici amministratitivi e del Servizio paghe dell’Unione dei Comuni della Marca Occidentale. Il Centro sollievo di Vedelago – che fa parte della rete provinciale composta ad oggi da 41 strutture simili – è attualmente frequentato da 16 ospiti e coinvolge oltre 70 volontari (50 circa dei quali attivi in sede e adeguatamente formati). E’ attivo tutte le mattine e garantisce anche il trasporto gratuito.

Spiega il sindaco di Vedelago, Cristina Andretta: “La rilevanza di questa malattia, così debilitante per il paziente e la famiglia, e le crescenti attività portate avanti dall’Asav che rappresenta un fiore all’occhiello del nostro tessuto sociale, ci ha spinto già da due anni a questa parte a valutare una collocazione alternativa così come ci richiedevano. Il dialogo con l’Ulss 2 ha portato ad individuare gli spazi nella sede del distretto, accanto al Centro prelievi e alla medicina di gruppo. Qui, grazie all’impegno dei volontari che hanno eseguito il restyling dell’immobile, ha preso vita la nuova sede che, sono certa, renderà più facile le loro attività di sollievo, e più accogliente lo spazio per i malati che lo frequentano”.

Commenta il direttore generale dell’Ulss 2, Marca Trevigiana, Francesco Benazzi: “Il nuovo Centro sollievo garantirà un adeguato miglioramento del servizio e della presa in carico delle famiglie. Questa inaugurazione è il risultato di una proficua collaborazione con Il sindaco del Comune di Vedelago che non manca mai di dimostrare una grande sensibilità. E grazie di cuore a tutti i volontari impegnati a cominciare dalla rappresentante Renza Ferello. Per la nostra Ulss l'umanizzazione delle cure è una priorità che si realizza anche tramite il miglioramento delle strutture”. Nella sistemazione della nuova sede l’associazione ha posto molta attenzione agli arredi e ai complementi, così da ricreare un’ambientazione calda e quanto più somigliante allo spazio domestico.

Prosegue il presidente dell’Asav, Danilo Durigon: “Vista, purtroppo, la diffusione sempre maggiore della demenza e dell’Alzheimer tra le persone più giovani, gli obiettivi dell’associazione continuano ad essere da un lato quello di cercare di garantire qualche ora di sollievo alle famiglie che quotidianamente assorbono il peso di una malattia così complessa ed invalidante dal punto di vista cognitivo, e dall’altro quello di cercare di conservare e stimolare le capacità residue degli ammalati. Un obiettivo che ci sforziamo di portare avanti proponendo laboratori diversificati, dalla musicoterapia, all’arte terapia, alla “Terapia della Bambola” in un ambiente che ora è ancora di più a misura di malato e che può anche sfruttare il giardinetto esterno, riconosciuto come uno tra gli ambienti più benefici per chi soffre di queste patologie”.

Conclude l’assessore alla cultura, Denisse Braccio: “Seguo volentieri come volontaria alle attività del Centro sollievo promosse sul territorio supportandolo da dietro le quinte. Conosco il progetto anche dall’interno e ne apprezzo il valore, le finalità e le modalità. E’ gratificante sapere che le poche ore spese con i malati di demenza non solo non sono tempo perso, ma è anche un’opportunità regalata ai familiari di poter trascorrere qualche momento per sé, senza l’impegno, a volte pensante, di dover accudire h24 il proprio caro. Invito quindi i vedelaghesi che hanno un po’ di tempo libero a rendersi disponibili e ad avvicinarsi ad un mondo poco conosciuto ma ricco di emozioni”.

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