Flashmob dei ristoratori, Veneto Imprese Unite: «Vogliamo garanzie sui ristori»

Penzo Aiello, presidente dell'associazione: «Qualora fossimo in zona gialla abbiamo il diritto di aprire a cena i nostri locali!»

Un piccolo flashmob per protestare contro le chiusure del mondo della ristorazione imposte dal Governo a causa dell'ascesa dei contagi da Covid. Questo quanto andato in scena giovedì mattina davanti alla Prefettura di Treviso da parte di diversi esponenti di Veneto Imprese Unite, uniti nel chiedere al Prefetto Maria Rosaria Laganà una collaborazione per intercedere con Roma in merito ai ristori promessi ma sostanzialmente quasi mari giunti, perlomeno in una forma adeguata alle perdite.

«Oggi ci siamo presentati alle Prefetture di Treviso, Padova, Vicenza e Belluno per cercare, con la loro collaborazione, di uscire da questo momento difficilissimo per le nostre imprese in maniera proficua e sostenibile - dichiara Andrea Penzo Aiello, presidente dell'associazione -  Ci teniamo però a precisare che come associazione noi siamo contro le aperture di venerdì sera perché ci si ritorcerebbero contro. Per questo domani, come Veneto Imprese Unite, faremo solo un'apertura simulata dei nostri locali, un flashmob dalle 20 alle 22, nel quale andremo ad accendere luci e musica, preparando la sala per una cena normale mentre al tavolo siederanno però solo i titolari e i dipendenti. Vogliamo continuare a dire che, qualora fossimo in zona gialla, abbiamo il diritto di aprire a cena! Dobbiamo però anche avere la garanzia dal Governo dell'arrivo di ristori veri, degli indennizzi, perché quanto giunto fino ad ora va a coprire solo il 3-5% della perdita di fatturato subita nell'ultimo anno. Nel solo 2020 abbiamo perso 380 mila aziende in tutta Italia e questo anno potrebbe essere il colpo di grazia per molte più imprese. Ora abbiamo bisogno di risposte precise da Roma ed evitare quanto più possibile i fallimenti».

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