Si cambia ai Carraresi: Merkel curatore "Da Tiziano a Van Dyck"

Pronto a sbarcare a settembre "Da Tiziano a Van Dyck, Il volto del 500". Ai Carraresi si cambia direzione dopo l'addio di Goldin

 

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La Storia di una grande Collezione testo di Daniel Buso

L’evoluzione del gusto e le scelte dei collezionisti che hanno portato alla formazione di importanti raccolte sono tra i temi più intriganti della storia dell’arte. In numerose occasioni sono state analizzate le figure dei grandi collezionisti, spesso in rapporto con le coordinate culturali ed economiche del periodo in cui si trovarono ad operare. Nello sfogliare i cataloghi delle grandi collezioni si ritrova così un’immagine efficace del gusto di un determinato momento storico.

Nel secolo scorso, accanto al collezionista tradizionale, che mantiene o accresce il patrimonio ereditato, si accosta una nuova figura caratterizzata da una grande sensibilità acquisita tramite lo studio e la possibilità di interfacciarsi con le più importanti collezioni museali e con le grandi mostre che consentono una divulgazione capillare del patrimonio artistico. Così, anche grazie al boom economico, nascono, a partire dal secondo Novecento, svariate collezioni svincolate da tradizioni nobiliari e da posizioni sociali storicizzate, costruite meticolosamente da individui in grado di viaggiare, acquistare, scambiare e riscoprire capolavori sommersi o distanti dall’immobilizzazione museale.

A questa tipologia di collezionista si può ricondurre Giuseppe Alessandra, nato nel 1936 a Mogliano Veneto (Treviso), che, a partire dal 1956, inizia a creare il suo personalissimo “fondo” di tesori in cui trovano spazio armoniosamente oggetti ed opere che dall’Arte Medievale arrivano fino alla produzione di giovani artisti emergenti. La sua visione completa della storia dell’arte e la sua passione per le più svariate espressioni culturali proviene dalla madre. Donna Margherita Ventimiglia Alessandra che istruisce ed educa il figlio alla grande arte attraverso l’esplorazione dei più importanti musei veneziani e non solo.

Il gusto di Alessandra si compone, oltre che con il contributo materno, anche grazie all’esplosione di vitalità artistica che si registra a Venezia a partire dagli anni ’50 con esposizioni dedicate alla pittura veneta tra il ‘400 ed il ‘700.

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