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Degrado al Biscione: nel video dei giovani rapper spunta una pistola

Il videoclip della canzone "LastKing" di Promise è stato girato a Conegliano tra via del Ruio, via Colombo e piazzale Zoppas. Droga e soldi bruciati: la canzone diventa un caso

 

«Droga, droga, scaldo la stagnola. Soldi, soldi, dammi questi soldi. Il fine giustifica i mezzi, boh, fanne molti». Le rime della canzone "LastKing" di Promise rendono benissimo l'idea alla base di un videoclip musicale che sta facendo molto discutere, in Rete e sui social.

Due minuti e mezzo di immagini che non regalano certo una bella fotografia del centro di Conegliano. Il video è stato girato tra via del Ruio, via Colombo e piazzale Zoppas nella zona del Biscione finito di recente al centro di numerose polemiche sull'ordine e il decoro pubblico. Nel videoclip si vede una gang di ragazzi neri mentre si diverte a: bruciare banconote, inneggiare alla droga sporgendosi dai finestrini di un'auto in corsa e molto altro. All'inizio del video un ragazzo estrae dal giubbotto una pistola puntandola verso la telecamera. Immagini che hanno fatto diventare virale il video in poche ore, portandolo a sfiorare le diecimila visualizzazioni su Youtube. La canzone ha riacceso il dibattito sul degrado giovanile in centro a Conegliano. Mercoledì 22 maggio, il sindaco Fabio Chies avrà un incontro con il prefetto Maria Rosaria Laganà proprio per analizzare la situazione dell’ordine pubblico nell’area più degradata della città.

«Droga, machismo, misoginia, armi sfoggiate con spavalderia. Il videoclip girato al Biscione di Conegliano è un concentrato della peggio gioventù. Questa non è libertà, ma istigazione alla violenza fisica e verbale. Va ritirato e gli autori – tra questi molti immigrati – mandati a casa subito». A dirlo è l’europarlamentare di Fratelli d’Italia Remo Sernagiotto dopo aver visto e ascoltato il video di Promise ambientato a Conegliano, il cui ritornello "Vivo a Conegliano, tanti soldi questo il piano" è un inno allo spaccio della droga. «Un testo intriso di violenza - rimarca Sernagiotto - Spero che gli inquirenti intervengano. Ci sono diverse notizie di reato in un video di 3 minuti che su Youtube ha già 10 mila visualizzazioni. Non è questa l’Italia che vogliamo, non è questo il messaggio che deve arrivare ai nostri giovani - continua Sernagiotto - Io sono contrario alla censura e sono per la libertà di espressione, sempre e comunque, ma ci sono dei limiti alla decenza. Qui parliamo di istigazione all’odio, alla mercificazione del corpo della donna, a valori oggettivamente sbagliati. Penso che gli autori di questo video debbano essere sentiti da chi di competenza. Vorrei anche capire da dove vengono i “cantanti”, che lavoro fanno, di cosa vivono. Penso che certe canzoni potrebbero andare a cantarle a casa loro. Non so come se la passerebbero» la conclusione di Sernagiotto.

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