Riconoscimento della lingua veneta: «Non sono state raggiunte le 50mila firme»

Il Comitato Riconoscimento Lingua Veneta commenta i risultati, ancora parziali, della raccolta firme per il riconoscimento della lingua veneta. Conteggio fermo a 32mila firme

Dal conteggio conclusosi in queste ore ci risultano pervenute al comitato 32mila firme. Riteniamo il risultato assai considerevole, frutto di una risposta popolare decisamente significativa. Ciò è molto soddisfacente se si pensa che la richiesta legale di 50mila firme è calibrata su tutto il territorio nazionale e per una legge dello Stato, e chiaramente raccoglierle tutte nel solo Veneto rappresenta uno sforzo statisticamente decuplicato.

Molti comuni hanno raccolto centinaia e centinaia di firme, spesso in poche ore. «Abbiamo rilevato infatti che il tasso di firma presso i consiglieri attivati è mediamente tra le 10 e 20 volte superiore rispetto all'affluenza negli uffici comunali. Per quanto concerne questi ultimi, rilevato un grande zelo in molti casi, in altri abbiamo dovuto riscontrare con amarezza errori di timbratura, di datazione ed altri che hanno condotto nell'alveo dell'impresentabilità un numero tristemente considerevole di firme validamente raccolte». Il trend di crescita è stato molto forte: la datazione dei moduli indica con chiarezza che la grande maggioranza delle sottoscrizioni è avvenuta proprio nell'ultimo mese di raccolta tramite i circa 80 consiglieri attivati. Il modello dell'ultimo mese, se replicato con dedizione per altri 2 mesi, porterebbe con certezza al raggiungimento dell'obiettivo richiesto per legge (errori di timbratura permettendo). «Con molto orgoglio possiamo dire che tutte queste firme sono state raccolte per l'opera spontanea di di decine e decine di cittadini che hanno prestato il loro impegno, alla presenza, legalmente richiesta, di decine di consiglieri comunali e provinciali, letteralmente di ogni colore politico, coinvolti per la regolare autentica delle firme. Una iniziativa nata e sostenuta quindi senza ordini di scuderia o forzando visioni o appartenenze partitiche d'alcun genere, essendo notoriamente questo Comitato un comitato spontaneo e marcatamente civico e apartitico, e soprattutto autofinanziato e non mediaticamente sostenuto. Abbiamo la fierezza di esserci fatti strumento per poter dare ai Veneti la possibilità di soddisfare la forte domanda di partecipazione attiva nelle questioni che concernono direttamente la Società veneta ed il risultato popolare, in così poco tempo e con così pochi mezzi, rappresenta un segnale forte e assai positivo che costituisce ulteriore conferma di un evoluto senso civico che i Veneti esprimono periodicamente da anni. Il contesto ed i numeri ci fanno capire che per raggiungere solidamente l'obiettivo basterebbe una collaborazione più intensa della parte politico-rappresentativa per affiancare i cittadini in questo percorso di civiltà, di modernità e di apertura che nelle regioni vicine, che vedono ladino e friulano già riconosciuti, si sperimentano positivamente da anni in un percorso condiviso che raccoglie istituzioni, scuole, università e l'intera società regionale senza distinzione politica alcuna. È proprio alla Società Veneta nella sua interezza che ci rivolgiamo: ora che il quadro è maggiormente definito, ci aspettiamo l'attivazione di tutti, nessuno escluso, per il raggiungimento di questo obiettivo. A queste condizioni, il Comitato si mette a disposizione per proseguire con uguale determinazione e maggiore ampiezza la sua missione che, lo ribadiamo, è il Riconoscimento della Lingua dei Veneti. La lingua dei nostri padri, consegna dei secoli, ci riguarda tutti. Chi già si è attivato e desidera rinnovare l'impegno, ce lo faccia sapere. Chi non si era ancora attivato, si attivi e ce lo faccia sapere». La decisione definitiva del Comitato sarà comunicata entro il 10 ottobre 2019. 

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