Mense e ristoranti: «In Veneto un'irregolarità ogni sei ispezioni»

A dirlo è il consigliere regionale Andrea Zanoni che ha presentato i dati forniti dall'Ulss alla sua interrogazione sulla qualità del cibo nelle scuole e nei ristoranti della Regione

«Un’irregolarità ogni sei controlli in mense, ristoranti e negozi alimentari. Mi auguro che le ispezioni vengano incrementate, perché con la prevenzione si migliora la qualità del cibo e, oltre ad evitare eventuali problemi di salute, magari si evita anche la beffa per il portafogli».

È quanto afferma Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico, a proposito della risposta all’interrogazione sui controlli effettuati dalle Ulss in ristoranti ed esercizi pubblici. Un’interrogazione risalente al gennaio 2018 e che prendeva spunto dalla stangata subita in un locale veneziano da un gruppo di turisti giapponesi: 1140 euro per quattro bistecche e una frittura di pesce, senza alcuna ricevuta o scontrino fiscale. “Pochi giorni dopo - ricorda Zanoni - l’Ulss aveva riscontrato diverse irregolarità, multando il ristorante per circa novemila euro. I controlli però dovrebbero essere costanti e non solo sulla base di denunce”. Da qui la richiesta di avere numeri certi sull’attività ispettiva delle Ulss, cifre fornite ieri durante la seduta consiliare.

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«Nel 2017 ci sono state 17.036 ispezioni tra ristorazione collettiva, pubblica e commercio al dettaglio e all’ingrosso di alimenti e bevande con 2.865 irregolarità, una ogni sei controlli, 461 sanzioni, 9 notizie di reato e 22 sequestri. Sono numeri importanti, su cui è bene tenere alta l’attenzione. Il Veneto è al primo posto in Italia per presenze turistiche e tra le eccellenze che lo rendono così appetibile ci sono senza dubbio quelle enogastronomiche. Chi non lavora correttamente mette in cattiva luce un intero settore ed è un pessimo biglietto da visita per la Regione. Anche per questo auspico un impegno sempre maggiore sul versante della prevenzione: abbiamo tutti da guadagnarci». 

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