Allarme maltempo nel bellunese, lento ritorno alla normalità

Nel territorio del Consorzio Turistico Dolomiti Stars c’è già una certezza: la stagione invernale non è a rischio. Ascotrade dona duemila alberi per il bosco di Asiago

Suem e Soccorso Alpino fanno brillare due massi a Rocca Pietore e Livinallongo

«La situazione delle utenze elettriche è in costante miglioramento e ormai la quasi totalità delle medesime è servita o già da rete o comunque da generatore. Continuano ad ogni modo contestualmente gli stacchi dei generatori laddove si sta provvedendo alla riattivazione delle normali linee elettriche. Circa l’acqua, resta invece in fase di sistemazione la tubazione a Rocca Pietore, territorio in cui ci sono ancora circa 400 utenze non raggiunte dal servizio, ma comunque servite da autobotti». A dirlo è il coordinatore dell'Unità di Crisi del Veneto, l’assessore Gianpaolo Bottacin, in merito all'attuale situazione nel Bellunese. «Piano piano prosegue il ritorno alla normalità almeno per ciò che riguarda le esigenze primarie – dettaglia Bottacin – e anche in relazione alle comunicazioni telefoniche si sta facendo un grosso passo in avanti. Vodafone e Wind ormai hanno raggiunto la copertura pressoché totale delle loro reti, mentre per quel che riguarda Tim-Telecom restano ancora escluse le zone di Gosaldo e Rivamonte Agordino a causa della rottura della fibra ottica». Per quanto riguarda infine il settore viabilistico, dall’Unità di Crisi confermano la riapertura da ieri da parte di Veneto Strade del passo Pordoi e della Strada Statale 52 da parte di ANAS tra lo svincolo di Auronzo e Santo Stefano di Cadore, ma in relazione a quest’ultima al momento solo nella fascia oraria diurna.

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Anche se l’allarme maltempo non è ancora cessato, nel territorio del Consorzio Turistico Dolomiti Stars c’è già una certezza: la stagione invernale non è a rischio. Gli impianti di risalita e le piste dei comprensori sciistici Civetta, Falcade-San Pellegrino e Arabba-Marmolada hanno subito danni di minima entità, come piccoli smottamenti e frane, tutti risolvibili in tempo utile a consentire l’avvio della stagione invernale come da programma. E anche le strutture ricettive parzialmente danneggiate torneranno pienamente efficienti entro poche settimane, pronte ad accogliere i turisti che sceglieranno le Dolomiti bellunesi per trascorrere le loro vacanze sulla neve. «Stiamo affrontando una situazione di grande emergenza, come ampiamente documentato dai giornali e telegiornali nei giorni scorsi, ma l’avvio della stagione sciistica non è mai stato messo in dubbio -afferma il presidente Sergio Pra- Abbiamo già attivato un efficiente sistema di ripristino e sia i consorzi impiantistici che gli albergatori stanno lavorando a pieno ritmo, con caparbietà e tenacia, per riportare tutto alla normalità. Anche il costante lavoro di messa in sicurezza e manutenzione fatto negli anni dalle società impianti ha consentito di limitare i danni. La reazione è stata forte e tempestiva, posso dunque garantire che i nostri ospiti avranno a disposizione tutti i servizi che da sempre vengono offerti nelle nostre località sciistiche».

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A seguito degli eventi calamitosi che hanno colpito vaste aree del Veneto, il Direttore dell’Area Tutela e Sviluppo del Territorio dott. Nicola Dell’Acqua, in armonia con gli indirizzi formulati dalla Giunta Regionale, ha incaricato AVEPA (Agenzia Veneta per i Pagamenti in Agricoltura) del coordinamento per le attività di rilevamento del territorio regionale attraverso l’utilizzo di immagini satellitari, di foto aeree e di altre tipologie di dati geografici utili al monitoraggio idrogeologico, selvicolturale ed ambientale dell’intera Regione. Il Gruppo di lavoro costituito dalla Regione del Veneto e da AVEPA sta già attuando la raccolta dei dati attualmente disponibili, anche attraverso l’attivazione del Servizio Emergency Copernicus, fornito dalla Commissione Europea, attivando nel contempo tutte le procedure per realizzare dei monitoraggi specifici nelle aree più colpite del territorio regionale. In particolare, al fine di individuare criticità idrogeologiche e forestali, saranno eseguiti rilievi da aeromobile per l’acquisizione di fotogrammi ad elevata risoluzione e rilievi con tecnologia LiDAR, nelle aree montane e pedemontane, lungo i corsi d’acqua principali e nella zona costiera; è inoltre programmata un’ulteriore mappatura con l’utilizzo di Satelliti ottici e radar. Tutti i dati saranno poi messi a disposizione del futuro Commissario Straordinario, attraverso l’Infrastruttura Dati della Regione del Veneto e disponibili per tutte le attività post emergenziali.

«2.000 alberi da cui ripartire, è questo il prossimo impegno di Ascotrade per i territori veneti distrutti dal maltempo». Lo ha annunciato oggi Stefano Busolin, presidente dell'azienda trevigiana, in occasione del suo intervento alla fiera Ecomondo di Rimini. Un'iniziativa, quella di Ascotrade, che rientra nel più ampio progetto di riqualificazione denominato Fabbrica dell’Aria che prevede la piantumazione di alberi, donati da Ascotrade, in diverse città di Veneto e Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con AzzeroCO2. Avviata nel 2017 a Pordenone, la Fabbrica dell'Aria ha già creato tre nuove aree verdi, riqualificando 10.000 mq di territorio. Il progetto prevedeva, nelle prossime settimane, l'avvio della piantumazione di 4.000 nuovi alberi suddivisi tra le province di Treviso e di Vicenza: 1.000 nel comune di Morgano, 1.000 a Treviso e 2.000 nella città di Vicenza. Gli eventi di questi giorni hanno però convinto Ascotrade a spostare la propria attenzione verso i comuni più disagiati e così le piante inizialmente destinate a Vicenza saranno inviate sull'Altopiano dei Sette Comuni, zona montana gravemente danneggiata dal maltempo. Il nuovo bosco di Ascotrade troverà perciò dimora ad Asiago. «Nei prossimi giorni, insieme ai tecnici – ha proseguito Busolin - andremo ad identificare le essenze più adatte e la zona in cui avviare la piantumazione. In totale saranno 2.000 le piante che comporranno il nuovo bosco di Asiago, alberi che rappresenteranno il nostro sostegno e il nostro impegno concreto per la tutela dei territori in cui operiamo. Perché Ascotrade è certamente un’azienda commerciale il cui scopo primario è fare business ma è anche una realtà che risponde ad Enti e Pubbliche Amministrazioni, il cui utile viene redistribuito tra i comuni e reinvestito in opere pubbliche a favore della comunità». E non sarà questo l'ultimo atto dell'azienda trevigiana a favore dei territori colpiti dalla recente emergenza: «Come annunciato nei giorni scorsi, abbiamo già provveduto alla sospensione delle bollette e rinviato il pagamento senza penali per i clienti Ascotrade delle zone colpite dall'eccezionale maltempo – ha concluso il presidente Stefano Busolin – a questo andrà ad aggiungersi un'ulteriore azione concreta: la prossima settimana, infatti, il nostro CdA si riunirà appositamente per deliberare l'importo che andremo a versare nel conto corrente attivato da Regione Veneto a favore dei comuni in difficoltà, come già avevamo fatto dopo l'alluvione del 2010».

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