Duecento in coda per disdire il canone Rai in bolletta, caos all'Appiani

C'è chi è giunto a Treviso alle 6.15 per sbrigare la pratica, alle 9.30 i funzionari bloccano gli acccessi. Solo il nuon senso di un dipendente del Comune riporta la calma

TREVISO Disdire il canone rai, da quest'anno associato alla bolletta dell'energia elettrica, è una vera e propria Odissea per chi è intestatario di un'utenza che non utilizza di più (e di cui paga solamente il canone annuale per il contatore) presso un'abitazione magari disabitata perchè chi ci viveva è un parente scomparso. Se ne sono resi conto le quasi duecento persone, provenienti da tutta la provincia, che in mattinata hanno dovuto raggiungere gli uffici di Treviso, all'Appiani, dove una volta al mese si svolge questo tipo di servizio. Nel mese di agosto l'appuntamento era saltato ed era quindi prevedibile il caos di oggi. C'è chi si è messo in coda alle 6 e un quarto e all'apertura dell'ufficio l'afflusso di utenti era imponente tanto da costringere i funzionari a togliere gli "eliminacode" già alle 9.30, con il comprensibile disappunto di chi aveva fatto molta strada per raggiungere Treviso e magari aveva dovuto prendere una mezza giornata di permesso a lavoro.

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Quando l'orologio scoccava le 13 i funzionari (due quelli all'opera) erano ben lontani dall'aver smaltito neanche la metà delle pratiche presentate dai cittadini. A raffreddare gli animi dei presenti, esasperati da un'attesa snervante e con la prospettiva che questa potesse essere inutile, ci ha pensato un dipendente del Comune di Treviso che con grande senso di responsabilità ha permesso che gli uffici rimanessero aperti fino a che non fosse concluso il lavoro dei funzionari Rai. Per chi è stato respinto ora ci sarà un altro mese di attesa che per molti arriva dopo essere transitati negli uffici dell'Enel e dell'Agenzia delle Entrate. L'ultima prova è senza dubbio la più dura. Poi forse il canone potrà essere considerato una pratica conclusa.

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